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Catanzaro-Reggina chiude l’anno peggiore della storia amaranto

di Michele Favano – A Catanzaro l’ultimo atto di un anno calcistico da dimenticare. Una escalation involutiva che dall’illusione del primo match del 2014 contro il Bari, ha portato poi alla retrocessione in Lega Pro, il rischio serio di scomparire dalla mappa del calcio, l’ultimo posto nell’attuale campionato e tutta una serie di problemi, seri, serissimi che coinvolgono a pieno la società. Tra possibili cessioni della proprietà, il via all’azionariato popolare ed una contestazione perenne da parte della tifoseria, o meglio, da quello che è rimasto della tifoseria, sta per concludersi un anno pessimo. Come detto, decisamente da dimenticare, o forse indimenticabile per tutte le vicissitudini che lo hanno caratterizzato. E mentre la sfiducia verso società e squadra è sempre più crescente, al centro sportivo S. Agata mister Alberti prova a tracciare la strada migliore per tentare di venire fuori da una situazione diventata paradossale. Reduce da sei sconfitte consecutive, il gruppo non risponde più ad alcuna sollecitazione, che sia motivazionale, tecnica o tattica. Il cambio in panca e l’arrivo di Cerantola, altro non rappresentano che l’ultimo disperato tentativo del massimo dirigente, al momento senza significativi riscontri. La gente è spazientita, anche quei pochi affezionati, ancora presenti sulle gradinate del Granillo, hanno raggiunto il limite massimo. Le difficoltà erano immaginabili, un tracollo simile impensabile. La classifica è impietosa, la paura crescente con il trascorrere delle giornate, il dilettantismo ad un passo, pochissime le prospettive.