Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, disastro senza fine. Il Foggia vince in scioltezza al Granillo

Reggina, disastro senza fine. Il Foggia vince in scioltezza al Granillo

di Pasquale De Marte – Cambia il direttore d’orchestra, non la musica.  La Reggina affonda e, per ora, il salvagente Alberti non sortisce gli effetti sperati.  Non era facile fare miracoli con un materiale umano che si sta rivelando più che mai inadatto alle esigenze amaranto.

Finisce tra gli olè del pochissimo pubblico presente che scherniscono i calciatori di casa, protagonisti di una gara che ha confermato l’imbarazzante inadeguatezza della squadra di fronte a un avversario di buona caratura che, come è ormai nell’ordine delle cose, passeggia al Granillo.

E non l’hanno presa bene i diretti interessati, come testimoniano gli applausi ironici rivolti al pubblico da Dall’Oglio al momento di uscire dal campo e destinati a segnare una frattura insanabile tra la tifoseria ed il centrocampista, successivamente bersagliato dai cori del Granillo, infastidito dall’atteggiamento di chi è ultimo in classifica in Lega Pro.

E’ un brutto sogno che non ne vuole sapere di finire quello che la Reggina sta vivendo.  Gli amaranto si approcciano al Foggia con lo stesso spirito che ha animato gli ultimi fallimentari mesi.

Il cambio di guida tecnica regala poco, se non una diversa disposizione tattica che non sembra fare al caso della partita da giocare contro i pugliesi.

La parvenza diventa addirittura peggiore considerando che a, a mettere in salita la sfida, ci pensa un ex.  Dopo dieci minuti è Vincenzo Sarno a sfruttare un regalo di Karagounis su un innocuo campanile e a superare Kovacsik.

L’attaccante va a segno, ma non esulta per rispetto dei pochissimi presenti e lasciandosi alle spalle tutte le polemiche che hanno accompagnato la sua esperienza sullo Stretto, caratterizzata spesso e volentieri da esclusioni e impieghi a singhiozzo.

Il 4-2-3-1 organizzato da Alberti trova soprattutto interpreti poco adatti:  Dall’Oglio non pare avere le caratteristiche per agire da centrocampista avanzato e passa gran parte del tempo a correre a vuoto,  mentre non c’è traccia di Insigne e Louzada sugli esterni e men che meno di un Masini quasi impalpabile.

Kovacsik nega il raddoppio a Iemmello in almeno un paio di circostanze e il solo gol di vantaggio appare addirittura un dato troppo striminzito per i pugliesi.

Inesistente in fase offensiva, imprecisa a centrocampo e vulnerabile in difesa.  Premesse che scoraggiano i tifosi alla sola visione della ripresa, che, in realtà, propone l’occasione per riequilibrare il match, ma Masini, imbeccato da Louzada, cicca clamorosamente il pallone a pochi passi dalla porta.

Iemmello fa esaltare ancora Kovacsik con una grande chiusura in uno contro uno, ma è il campanello di allarme che apre la strada al raddoppio: D’Allocco ci prova dalla distanza  e la deviazione di Crescenzi  fa si che la sfera finisca nel sacco.

Gira anche male dunque, e la partita finisce lì.  E non devono essere buone indicazioni quelle tratte da Cerantola, spettatore interessato del match, in attesa di quella che potrà essere il suo nuovo eventuale ruolo tecnico in società.