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Reggina, l’Australia per ora è lontana. Altra prova indecente, altra vergogna contro il Savoia

di Pasquale De Marte – Si può fare risultato senza avere tanto talento e si può pensare di lottare fino alla fine per non retrocedere giocando con il coltello tra i denti.  La Reggina, sconfitta anche a Torre Annunziata, potrebbe prendere in tal senso lezioni dal Savoia che si impone sugli amaranto sfruttando armi come l’organizzazione di gioco (soprattutto difensiva) e l’abnegazione che il campionato di Lega Pro richiede.

Per gli amaranto è notte fonda, anche se forse lo era già da un pezzo.  Difficile pensare a buoni orizzonti per una squadra che non segna dal due novembre  e regala delusioni in serie ai propri sostenitori.

E pensare che, tra le mura amiche, i padroni di casa non avevano mai vinto.

Non ci sono nè alibi, nè giustificazioni.  Davanti c’era il Savoia, non il Benevento o la Salernitana di turno e non sarà un legno colpito a regalare clemenza nei giudizi giustamente severi nei confronti di un manipolo di calciatori che sta indecentemente portando la Reggina in Serie D con la collaborazione di chi probabilmente non ha creato l’humus giusto

L’ennesima puntata della triste stagione amaranto propone lo stesso copione alternato, a seconda che si giochi contro una corazzata inarrivabile o contro una squadra che definire “non irresistibile” appare un eufemismo.

Al Giraud  la squadra di Tortelli rispolvera il 4-3-3 e impone quasi subito la propria supremazia territoriale ad un avversario che non pare avere la qualità per fronteggiare tecnicamente gli ospiti, abili a far corrrere il pallone e incapaci, come al solito, di concretizzare con nitide occasioni da rete la discreta mole di gioco prodotta.

E quando ciò accade arrivano gli inequivocabili segnali che gira  anche male.  Al 16′ Viola trova spazio in area di rigore e conclude verso la porta,  la palla coglie il pallo e  sbatte sulla schiena del portiere Santurro, la sfera vede arcuare la propria traiettoria e in maniera beffarda per il destino amaranto si spegne sul fondo.

I minuti passano e la Reggina inizia a regalare qualche pallone di troppo agli avversari che non paiono avere le risorse per mettere seriamente in pericolo la porta di Kovacsik.

Al 25′, però, il gol se lo fa quasi da sola: corner per il Savoia e respinta approssimativa del portiere ungherese, la sfera arriva sul vertice destro dell’area di rigore dove, incredibilmente da solo,  si trova il giocatore campano Corsetti che vede trasformarsi una propria svirgolata in un cross perfetto per la testa di Checcucci.

La Reggina è sotto, in maniera probabilmente immeritata e beffarda.  Concetto che non fa che rendere ancor più doloroso il livido di una squadra che ha almeno due buone occasioni per pareggiare:  con Armellino (respinta del portiere da posizione ravvicinata) e Viola (colpo di testa fallito in solitudine, all’altezza dell’area piccola).

L’eredità della prima frazione è il solito fardello di dubbi, incertezze e consapevolezza delle proprie difficoltà, forse soprattutto mentali, che non smettono di palesarsi nella ripresa.

Giocate fine a se stesse da parte degli attaccanti, conclusioni inutili ed estemporanee dei centrocampisti dalla lunga distanza. Tutti ingredienti che finiscono nel calderone per una Reggina incapace di pungere con decisione un avversario che pensa a difendere il risultato o ad attaccare attraverso calci di punizione e ripartenze.

Dall’Oglio scalda le mani del portiere di casa con un tentativo dai venticinque metri, sul fronte opposto Kovacsik evita un’altra frittata con un buon riflesso su un piazzato battuto da Sivieri e passato in mezzo a tante maglie in area di rigore.

Tortelli, con l’ingresso di Masini al posto di Camilleri, ridisegna la squadra con 4-2-4 super offensivo in cui Rizzo fa il difensore centrale.  La maggiore presenza offensiva non si traduce in un maggior numero di occasioni da rete, per gli ospiti, che solo nella fase centrale della ripresa danno la timida impressione di poter mettere in difficoltà la retroguardia campana dove, sui palloni aerei, giganteggia l’ex crotonese Checcucci.

Sugli esterni Louzada è poco concreto, mentre Insigne è solo la brutta copia del talentuoso calciatore ammirato nei primi mesi della stagione.  Un pò come se il rigore fallito contro la Lupa Roma abbia fatto da spartiacque nella sua stagione.

Indecente e incommentabile l’azione che porta al rigore fischiato a favore del Savoia. Ancora una volta Kovacsik conferma di non essere in giornata di grazia e stende un avversario, su cui la copertura degli altri difensori grida vendetta.

L’idolo del pubblico di casa, Scarpa (35 anni) realizza all’83’ e la festa per i 1500  spettatori presenti può partire.

La fantomatica (per adesso) Australia e le nuove prospettive che potrebbe regalare un ribaltone societario, insomma, per adesso sono lontani.

SAVOIA-REGGINA 2-0, IL TABELLINO

SAVOIA (4-4-2): Santuro, Cremaschi, Sirigu, Checcucci, Sabatino; Verruschi (64′ Gargiulo), Malaccari, Sevieri, Scarpa; Del Sorbo (74′ Cipriani) Corsetti (54′ D’Appolonia). A disp.: Falcone, Panariello, Sanseverino.  All Ugolotti

REGGINA (4-3-3): Kovacsik; Di Lorenzo, Camilleri (60′ Masini), Crescenzi, Karagounis; Armellino, Rizzo, Dall’Oglio; Insigne, Viola, Louzada. A disp.: Cetrangolo, Ungaro, Syku, Maimone, Salandria, Perrone.  All.  Tortelli

Arbitro: Lanza di Nichelino
Marcatori: 25′ Checcucci, 83′ Scarpa
Ammoniti: Insigne (R), Camilleri (R), Viola (R), Sevieri (S), Kovacsik;Recupero: 0‘ p.t./3’ s.t.