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Reggina, Foti non molla, rimane e rilancia: “Ci salveremo”

di Michele Favano – Reggina-Benevento era stata presentata come la gara del silenzio. Il silenzio della società, dei tecnici, dei giocatori, lo sciopero del tifo. Al termine dell’ennesima figuraccia, quel silenzio è stato rotto da una durissima contestazione da parte dei tifosi all’indirizzo di squadra e presidente. Quest’ultimo, invitato ripetutamente a mettersi da parte, da un nutrito gruppo di sostenitori che, ancor prima che finisse la partita, si è recato nel settore di Tribuna, proprio a ridosso della postazione del massimo dirigente. Confronto verbale acceso, qualche insulto, la rabbia dei sostenitori manifestata a più riprese. Lo stesso Lillo Foti si è presentato in sala stampa per il secondo confronto, quello con i giornalisti. E’ partito subito all’attacco, i suoi 28 anni nel mondo del calcio rappresentano sicuramente un bagaglio di esperienza necessario per affrontare simili situazioni. Il suo un intervento lungo, in alcuni passaggi contradditorio, in altri ammirevole per la forza e la combattività mostrate e la voglia di crederci ancora e fino in fondo. Partiamo dalle contraddizioni. Per esempio quando attacca giornalisti e tifosi per aver criticato aspramente una squadra giovane alla quale serve solo sostegno, dimenticando che questo gruppo, fino alla gara interna contro la Lupa Roma, non solo è stata incoraggiata, ma in alcuni momenti anche esaltata per il gioco espresso. E dimenticando pure che, dopo il tonfo di Lamezia, la prima fortissima contestazione alla squadra, è partita proprio da lui, parlò allora di umiliazione, mancanza di orgoglio, prestazione offensiva per società e tifosi. Da quel momento il crollo, sotto tutti i punti di vista e l’apertura di una crisi che appare senza fine. Lo stesso Foti ha sottolineato la bontà di questo organico e la capacità di arrivare alla salvezza, salvo poi rimarcare la necessità di aggiungere quattro o cinque elementi per irrobustirne il potenziale. Quindi non uno o due, ma cinque, quasi la metà di quella che viene ritenuta una buona squadra. Insieme a tutto questo, però, anche la straordinaria capacità e forza di un presidente che, in un momento di particolare difficoltà, cerca di trasmettere fiducia e morale ad un ambiente che di fiducia ne ha pochissima. Abbiamo per lungo tempo invocato un suo intervento, di incoraggiamento, tranquillizzante, lo ha fatto, tenendo viva la speranza e facendo intendere che la società c’è, è presente, vigile. Il presidente non molla, anzi rilancia, alla sua maniera, affrontando di petto anche le situazioni più complicate. Detto questo ogni convinzione ed ogni discorso può diventare credibile solo se accompagnato da un diverso atteggiamento di società e squadra e soprattutto se anche sul piano del risultato si va ad invertire in maniera immediata l’attuale tendenza.