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Reggina, il Benevento vince facile. Fortissima contestazione a Foti e alla squadra

di Pasquale De Marte – Il Benevento passeggia e la rabbia dei pochi presenti al Granillo è l’unico fatto degno di  nota di una partita in cui il pronostico appariva scontato già da prima del fischio d’inizio.

“Cercasi società per il bene di questa società” e altri striscioni a cui viene affidato il sentimento di rassegnazione dei tifosi rappresentano probabilmente il canto del cigno di un ciclo storico che, per la Reggina, viaggia verso la fine da quasi un lustro.

C’è poco da raccontare di una partita dove gli ospiti passano subito in vantaggio e amministrano il risultato con la stessa facilità che avrebbero avuto ad affrontare una squadra di un paio di categorie inferiori.

Improponibili gli amaranto e di fronte alla pochezza espressa, passa in secondo piano anche la consistenza di un avversario che può essere annoverato tra le primissime formazioni del campionato.

La difesa a cinque, l’assoluta incapacità di organizzare il gioco e il continuo correre a vuoto degli attaccanti sono segnali inquietanti che rischiano di certificare il fallimento di una stagione che è già diventata un inferno.

Ai limiti del paranormale l’errore in disimpegno di Armellino che, dopo neanche un minuto di gioco, lancia il suo ex compagno di squadra Campagnacci sulla sinistra da cui arriva un traversone innocuo che manda nel panico l’imbarazzante difesa dei padroni di casa. Alfageme, al secondo tentativo, fa centro.

La gara è già finita. Il raddoppio di Scognamiglio al 32′ serve solo per acuire la rabbia dei tifosi, già rassegnati all’ineluttabile destino della serata.

Il malcontento è palpabile.   Non sembra esserci molto da chiedere a una squadra incapace di battere anche in maniera dignitosa un semplice calcio piazzato, imbottita di esordienti e che, probabilmente, priva dei suoi maggiori elementi di esperienza (non che loro stessero facendo il bello e il cattivo tempo) può solo rassegnarsi ai suoi limiti tecnici e caratteriali.

L’arbitro sembra intenerirsi di fronte all’esiguo livello tecnico della Reggina e prende la decisione di espellere per doppia ammonizione Alfageme per una presunta manata su Karagounis.

Escludendo un’azione personale di Louzada (poco freddo davanti al solo portiere), gli amaranto, anche in superiorità numerica,  in fase offensiva non esistono..

Le tribuna si svuotano ben prima del triplice fischio finale.

La logica conseguenza di una prova  così priva di mordente, unita a una delusione arrivata una dopo l’altra anima il pubblico che chiede a gran voce a Foti di andarsene avvicinandolo nella sua postazione di tribuna.

Volano parole forti e cori eloquenti contro la presidenza e la squadra.  Cosa riserverà il domani alla Reggina?