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Reggina-Benevento nel silenzio. Quello di società, tecnici, giocatori e tifosi

di Michele Favano – Nella passata stagione sono stati cinque i mesi consecutivi in cui gli allenamenti si sono svolti a porte chiuse, bocche cucite da parte dei protagonisti, qualche conferenza stampa iniziale da parte del tecnico Gagliardi, poi il silenzio totale e assoluto fino alla retrocessione. Sembrava essersi avviato un nuovo percorso con l’arrivo in panca di Francesco Cozza, il famoso anno zero che ha visto riaprire porte e cancelli del S. Agata a tifosi e giornalisti, per volontà dello stesso allenatore. “Guardate con attenzione tutto quello che succede in settimana, sarete voi stessi a valutare chi si allena con la massima intensità e chi invece in maniera diversa. Questo servirà a farvi rendere conto di quelle che poi sono le scelte che il sottoscritto andrà a fare nel momento in cui ci sarà da decidere l’undici da mandare in campo”. Decisamente innovativo il discorso fatto dall’ex tecnico amaranto e la possibilità soprattutto per i giornalisti di poter raccontare alla gente, giorno dopo giorno, le vicende della loro squadra del cuore. Ma come spesso avvenuto in questi ultimi anni, idee e programmi vengono puntualmente stoppati dal rendimento scadente della squadra, con la conseguente decisione di trincerarsi nuovamente al chiuso del S. Agata, lontano da tutto e da tutti. Cancellata anche l’opportunità di ascoltare qualcuno dei tecnici, almeno in presentazione di gara, i giornalisti lavorano alla cieca, immaginando attraverso squalifiche, infortuni e allontanamenti, quale potrebbe essere la squadra in campo per la gara che si dovrà giocare. Al silenzio della società, si aggiunge anche quello dei tifosi, gli ultras della curva sud, i quali hanno, attraverso più locandine affisse in vari punti della città, manifestato il proprio disappunto verso il comportamento della squadra, proclamato lo sciopero del tifo e invitato il massimo dirigente Lillo Foti a mettersi da parte. A Reggina-Benevento, quindi, si arriva nel totale silenzio. Quello di società, giocatori, tecnici e tifosi.