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Reggina, il vero problema è che nulla si muove

di Michele Favano – Prosegue la caduta libera della Reggina. Nessun sussulto, nessuno scatto d’orgoglio, una assoluta impotenza davanti ad uno scenario che con il trascorrere delle settimane ci avvicina sempre più al dilettantismo. Non ancora completamehte assorbita la retrocessione dalla cadetteria, ci si trova ad assistere ad un copione praticamente identico a quello della passata stagione e la stessa l’idea di poter arrivare comunque al traguardo della salvezza. Ma come? In che modo? Ad oggi non pare vi sia alcun presupposto per far rialzare la testa ad un gruppo alla deriva, privo di qualsiasi caratteristica che possa quantomeno dare una parvenza di squadra, sfilacciata dal punto di vista tattico, deplorevole nei comportamenti. Argomentazioni finite anche in società. E’ stato lo stesso presidente Foti, a fine gara, ad ammettere che a nulla son serviti i ritiri, gli allenamenti a porte chiuse, gli stimoli e le sollecitazioni ad un maggiore impegno. Cosa fare quindi? Perchè qualcosa bisogna necessariamente farlo, impossibile e inaccettabile assistere impotenti a simili spettacoli, indecorosi ed umilianti. Mancano cinque partite alla conclusione del girone di andata, quindici i punti in palio, sei quelli in classifica ed un mercato degli svincolati che non può più essere ignorato. Per esempio sabato arriva il Benevento e ci si presenterà a questo confronto senza l’intero centrocampo titolare. Non potrà bastare un bagno di umiltà, servono i calciatori.