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Reggina, Mariotto: “Quella vittoria segnò la rinascita. In quella squadra uomini veri”

di Michele Favano – Tra i protagonisti di quella indimenticabile gara giocata ad Ischia nel lontano 31 maggio del 1992, anche Massimo Mariotto, oggi direttore sportivo. Il suo ricordo è nitidissimo, come la situazione generale di allora nella sua drammaticità, sportivamente parlando. “Arrivammo a quella partita dopo una stagione strapiena di difficoltà. Squadra retrocessa dalla serie B e con l’ambizione di tornarci subito. Fu invece un percorso durissimo, unito alle problematiche di una società a serio rischio economico. In novanta minuti si doveva salvare la Reggina a livello sportivo e la società dal possibile fallimento. Una gara difficilissima da preparare, sapevamo cosa significava non vincere, eravamo tesi ai limiti dell’ansia. Ci fu grande sofferenza nel primo tempo, poi la situazione si sbloccò ad undici minuti dalla fine, grazie ad una mia marcatura, una sorta di liberazione, perchè il baratro era sempre più vicino con il trascorrere dei minuti. Dopo poco arrivò anche il raddoppio di Giacchetta che ci diede la possibilità di vivere la parte finale del match senza ulteriori palpitazioni. In quel preciso momento ebbe inizio l’era della nuova Reggina, quei due gol diedero il via alla rinascita e alla costruzione di quei successi arrivati successivamente.

La situazione potrebbe somigliare a quella attuale, ma sol perchè tornano ad affrontarsi le due squadre e per i problemi tecnici ed economici che si sono riproposti. Ma qui non siamo all’ultima di campionato, in quella circostanza le possibilità di recupero erano pari a zero in caso di sconfitta. Quella era una squadra molto diversa rispetto alla Reggina di oggi. In rosa, ad inizio stagione c’erano calciatori importanti, anche di categoria superiore, ed a prescindere dai risultati conseguiti sul campo, diversi dalle aspettative, si poteva contare su un gruppo di uomini veri e di grande carattere. Uomini pronti a rispondere alle sollecitazioni che giungevano dalla società, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. Dal punto di vista tecnico, caratteriale e motivazionale, ritengo che la Reggina attuale non abbia quelle caratteristiche”.