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La Reggina e gli allenamenti al S. Agata a porte chiuse

Cinque mesi a porte chiuse hanno caratterizzato la seconda parte della scorsa stagione con l’epilogo che tutti conosciamo. Squadra allora guidata da Gagliardi-Zanin, partita di slancio e capace di raccogliere otto punti in quattro partite, poi il crollo fino alla retrocessione. L’arrivo di Cozza aveva decisamente scompaginato questo tipo di abitudini societarie. L’idea, quella di tenere i cancelli del S. Agata aperti, per dare la possibilità a tifosi e giornalisti di poter assistere alle sedute di allenamento, osservare con attenzione, valutare l’impegno dei singoli, in modo da poter giudicare in maniera chiara ed obiettiva le scelte del fine settimana riguardo i calciatori mandati in campo. Una iniziativa particolarmente apprezzata, ma come spesso accaduto in questi ultimi anni, prontamente stoppata dall’evolversi degli eventi, vale a dire, la solita mancanza di risultati, le dimissioni di Cozza. Da due settimane il S. Agata ha nuovamente chiuso i cancelli.