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Reggina, a Cozza va detto comunque grazie. Esce di scena a testa alta

di Michele Favano – Era stato individuato Francesco Cozza come il tecnico della ripartenza. Quell’anno zero dal quale ricominciare, quella scommessa da vincere per l’ex trainer amaranto, contro ogni pronostico e tra lo scetticismo generale. Consapevole delle enormi difficoltà che avrebbe affrontato, ma con quel coraggio e quella personalità, caratteristiche dominanti anche durante il suo percorso da calciatore. Ci ha messo impegno, dedizione, volontà, ha difeso fino all’ultimo istante i suoi giocatori, non è mai andato alla ricerca di alibi, ha provato a trasmettere convinzioni e serenità ad un ambiente sfiduciato. Ha gestito e tenuto a bada un gruppo modesto dal punto di vista tecnico e caratteriale, camuffandone tutte le sue carenze attraverso la pratica di un gioco apprezzato da tutti e raccogliendo in fatto di risultati, molto meno rispetto a quanto in realtà meritasse. Poi l’improvviso crollo, la consapevolezza di aver perso il controllo della situazione, un sostegno societario ad intermittenza e la decisione di mettersi da parte, maturata ancor prima di scendere in campo contro la Salernitana, quindi, a prescindere da quello che sarebbe stato il risultato finale. Ha mollato, deluso anche lui da una situazione che sapeva difficile, ma che pensava di poter affrontare in maniera diversa. Lo ha fatto intendere attraverso quelle poche parole rilasciate in conferenza stampa nel momento in cui ha dichiarato di non aver potuto praticare la sua idea di calcio, insieme a quelle attenzioni mancanti che si aspettava di ricevere con probabile riferimento alla società. Temi sui quali l’ex tecnico amaranto ci tornerà, probabilmente non subito. Non ci aspettiamo niente di diverso rispetto a quanto già detto dai suoi recenti predecessori.