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Reggina, paga chi ha sbagliato meno e tutti gli altri?

di Michele Favano – La Reggina affonda, anzi sprofonda. Il primo a lasciare è il suo condottiero. Una decisione, quella del tecnico Cozza, certamente non istintiva, le sue dimissioni erano state respinte appena una settimana fa, dopo la sconfitta di Melfi. Parole pochissime in sala stampa, ma chiare, nette, una sentenza pura verso la società e probabilmente all’indirizzo di qualche calciatore. “Lascio la panchina della Reggina, senza ripensamenti. Non ho potuto praticare il gioco che volevo perchè privo degli interpreti adatti, ma di questo ne parleremo più avanti, tra qualche giorno. Nessuna voglia di polemizzare, ma fare questo mestiere è difficile e lo ritengo una cosa molto seria, non ci sono state le giuste attenzioni nei miei confronti. Ringrazio tutti, saluto con affetto i tifosi della Reggina, che meritano senza dubbio di più. La squadra, tra mille difficoltà, ha comunque fatto dieci punti, il percorso verso la salvezza era alla portata”. Riferimenti chiarissimi che non lasciano spazio a dubbi o equivoci, tra qualche giorno, come lo stesso allenatore ha voluto ribadire, spiegherà meglio la sua scelta, ma i pochi messaggi lanciati, forniscono un quadro cristallino della situazione. Prima di chiederci chi sarà il suo sostituto, invitiamo tutti a fare una riflessione seria, profonda sull’attuale momento della Reggina societario e tecnico. Un giocattolo che vediamo sgretolarsi giorno dopo giorno, umiliazioni che si ripetono e che pare non abbiano mai una fine, una ingloriosa discesa che ci avvicina sempre più al dilettantismo. La gente sugi spalti non ha più nè la forza nè la voglia di contestare, si assiste impotenti a spettacoli indecorosi, si lascia lo stadio a testa bassa e quasi senza commenti. Intanto il tempo passa, la situazione peggiora, l’agonia continua. E’ il momento di agire, reagire, decidere. Cozza, come detto in apertura, il responsabile minore di tutta questa situazione, si è assunto le sue responsabilità con i fatti ed ha deciso di mettersi da parte. Dopo aver rimediato un’ulteriore pessima figura e raschiato il fondo, tutti sarebbero da mandare a casa, dal massimo dirigente, fino all’ultimo dei calciatori.