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Reggina, quel digiuno e quella sfortuna di Insigne che pesano…

Nelle prime giornate era stato l’uomo in più della Reggina e dopo la tripletta con il Cosenza sembrava potesse addirittura esserne il trascinatore assoluto.
Roberto Insigne sta vivendo una fase di appannamento che sta coincidendo con il momento nero della Reggina.
E non è un caso, fermo restando che il giovane napoletano ha già fatto il suo e oltre in questo primo scorcio di campionato.

In casa sono arrivati i gol di Louzada, ma se il talento partenopeo avesse mantenuto la vena di goleador mostrata nella primissima parte della stagione la Reggina avrebbe avuto qualche punto in più.

Due sicuramente realizzando quel rigore, che a tempo scaduto contro la Lupa Roma sarebbe valso la vittoria, e forse qualcuno in più a se a Melfi avesse avuto più fortuna (in occasione traversa) o precisione (stop difettoso davanti al portiere in avvio di partita).

E, considerando quella con il Barletta, sono tre i legni che relegano Insigne a dover convivere con un digiuno di 370 partite.

Quattro partite, non così tante per un “non centravanti”, ma che la Reggina sta sentendo.