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Reggina, Foti: “Soffro come i tifosi, a loro dico grazie. Sono io il responsabile”

“Ribadisco per l’ennesima volta che la Reggina ha una storia molto più lunga della mia. Credo di aver fatto delle cose buone e delle cose sbagliate, di aver regalato momenti di gioia e delusione. Il nostro è un percorso di 28 anni, oggi tanta gente parla con superficialità. La Reggina non è un patrimonio personale, se ci sono persone disponibili c’è l’apertura concreta ad eventuali partecipanti al futuro societario. Nonostante le difficoltà momentanee, abbiamo valori e risorse importanti”.

Non ha nessuna voglia di arrendersi, anzi. Pur ribadendo la propria apertura all’eventuale ingresso di nuovi soci o alla possibilità di cedere la società, le sue parole, ai microfoni di Tutti figli di Pianca sulle frequenze di Radio Touring, tradiscono grande convinzione.

“Giudicare – prosegue – per un tiro sbagliato o un rigore calciato contro un palo è un discorso non sufficientemente approfondito. Sono a Milano e un signore sul taxi mi ha riconosciuto perchè aveva dei genitori di Cannitello. La Reggina è ancora qualcosa che fa parte della storia di Reggio, appartiene a tutti quanti. Chi la vuole solo denigrare o chi si permette di preferire il fallimento è triste. Dobbiamo uscire tutti assieme da questo momento, nel calcio come nelle problematiche sociali della nostra città. Se pensiamo che possa arrivare qualcuno a risolvere da solo i problemi sbagliamo”.

“Bisogna fare fatti e non parole. La nostra forza – continua Foti – la conosce solo chi la vive dall’interno. Va supportata e sostenuta. Rispetto i tifosi che, nonostante qualche amarezza, sono lì a sostenere la squadra e sono la componente principale. Mi urlano che ‘non ne possono più’ e posso dire che sto soffrendo come loro. Nessuno vuole il male di se stesso. Stiamo cercando di uscire con dignità da un momento particolarmente difficile, di cui sono il principale responsabile. Ci sono tutti i margini per potercela fare.

“Non credo – conclude Foti – ci siano problemi di spogliatoio. Emerge soltanto unità d’intenti, che si vede anche sul campo e non si concretizza per errori nostri o superficialità, Nessuno può accusare questo gruppo per non aver dato, con qualche eccezione tipo Lamezia, sia fuori casa che al Granillo prestazioni all’altezza. Quello attuale non è certo un ritiro punitivo. Siamo di fronte a un gruppo che ha voglia di emergere e non riesce a farlo solo per caso.  Questa è una squadra che può rappresentare il percorso futuro della Reggina.  Nel ’91 siamo ripartiti da ragazzi provenienti dal settore giovanile e da allora si è intrapreso un percorso che ci ha dato dieci-quindici anni di risultati straordinari. Dico grazie alla curva sud, dico grazie a quelli che si sono sposati in gradinata  e a tutti quelli che ci supportano”.