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La Reggina non batte neanche l’Aversa Normanna, pazienza finita

 di Pasquale De Marte – Niente svolta, niente vittoria, niente segnali concreti di ripresa.  Si potrà raccontare di una gara in cui la Reggina avrebbe meritato la vittoria, ma non si potrà omettere l’amara concretezza dei fatti.

Gli amaranto non riescono a battere neanche l’Aversa Normanna e lanciano la propria fortissima candidatura ad essere una delle squadre che lotteranno per non retrocedere in Serie D fino all’ultima giornata.

La solita scena dei calciatori che cercano di chiudere scusa ai tifosi dopo una sconfitta continua a piacere poco e i fischi sono la logica conseguenza per gesto e prestazione.

La scarsa consistenza dell’avversario è un aggravante che sottolinea i limiti di una squadra che non riesce a battere l’ultima in classifica.

Si poteva fare di più sotto ogni punto di vista.

Il 4-0 di Lamezia è un livido ancora vivo sulla pelle.  Quella con i campani è per gli amaranto una sfida di enorme importanza.  Il deserto del Granillo è la consuetudine che fa da contorno a un match posto all’ora di pranzo della domenica. Apparentemente non una scelta saggia, non avendo pubblicità da vendere al mercato asiatico come in altre categorie.

La gara appare da subito molto contratta. A tenere di più il pallone è la squadra di Cozza che dopo pochi minuti ha la palla per passare in vantaggio ma Forte compie una prodezza su una conclusione sotto misura di Di Lorenzo sugli sviluppi di un calcio piazzato.

L’Aversa non sembra un avversario irresistibile, ma gli amaranto non dimostrano di avere soluzioni offensive sufficienti per mettere in difficoltà gli avversari.

Una di queste, però, funziona.  Al minuto 18 Rizzo trova il solito lancio da trenta-quaranta metri che premia il movimento in verticale di Louzada che, approfittando di una sciagurata copertura difensiva, si presenta solo davanti alla porta e firma il vantaggio reggino.

Il brasiliano ci riprova con un tiro a giro ma Forte devia la sfera fuori dalla porta.

La Reggina sembra avere il controllo del match, ma paga subito il conto per il solito calo di concentrazione.  Una palla filtrante sulla sinistra difensiva spiazza tutta la difesa, Balzano mette un pallone in mezzo, la palla giunge a De Vena che raggiunge il pareggio per i suoi.

E’ il 35′ e il Granillo inizia a spazientirsi.  In avvio di ripresa il rientrante Di Michele sostituisce un evanescente Masini.

Cozza viene espulso dal direttore di gara per proteste.   La Reggina ha due clamorose occasioni per trovare il vantaggio: nella prima sono i difensori,  Ungaro e poi Di Lorenzo, a non trovare il guizzo per superare l’opposizione di difesa e portiere campano in una mischia in area di rigore.

Poco dopo un movimento in verticale di Insigne vede e serve il movimento in profondità del neoentrato Viola che, col sinistro, calcia fuori  a tu per tu con l’estremo difensore.

L’ingresso dell’attaccante di Taurianova porta la Reggina a sbilanciarsi in avanti in un 4-2-3-1 dove i terzini salgono spesso e i difensori restano in due a contenere le ripartenze avversarie.

A due minuti dal novantesimo è enorme l’opportunità per gli amaranto: Di Michele, ancora solo davanti a Forte, invece di calciare verso la porta cerca un improbabile suggerimento per Viola, anticipato dal portiere.

E’ l’ultimo acuto di una gara che al pubblico di casa regala soprattutto amarezza e spunti di riflessione poco incoraggianti.