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C. Italia di L.Pro: Cetrangolo non basta alla Reggina, ai rigori passa il Cosenza

di Pasquale De Marte – Il Cosenza, dopo il Catanzaro, estromette dalla Coppa Italia di Lega Pro anche la Reggina. Ci sono voluti centoventi minuti e i rigori per decretare il passaggio del turno. Alla fine il responso premia chi ha meritato.

Ma più che il risultato, in proiezione futura, conterà capire quanto un impegno così gravoso affrontato dalle due squadre inciderà sulla condizione fisica di due squadre (sebbene con  diversi titolari a riposo) apparse ancora in difficoltà e che devono già cercare punti vitali nei prossimi impegni di campionato.

Nelle scala dei valori delle società conta pochissimo la Coppa Italia vera, figurarsi quella di Lega Pro.  Non è un caso che silani ed amaranto si affrontino con sentimenti di rivalità lontani anni luce da quelli di un derby propriamente detto, così come i soli 337 paganti suggerisono.

Lo si capisce dalle scelte dei due allenatori.  Soprattutto da quelle di Cozza che concede spazio persino al giovane secondo portiere Cetrangolo, che in realtà sarebbe il terzo e che si rivelerà il migliore in campo.

Il Cosenza, invece, inaugura il nuovo corso dopo la separazione con l’allenatore Cappellacci. In panchina c’è De Angelis, destinato a diventare il vice de nuovo tecnico Roselli.

Il dato saliente, in casa amaranto, è rappresentato dallo schieramento tattico.  Un 5-3-2 con Rizzo al centro della difesa e Maita in cabina di regia, proposto unicamente a Castellammare di Stabia.  Un’idea di calcio decisamente meno offensiva del consueto 4-3-3, nonché un inno al pragmatismo e a quel calcio “difesa e contropiede” che la Reggina aveva abbandonato in questo primo scorcio di stagione, dopo anni in cui era stato un dogma.

Non è un caso che la partita, con non poche difficoltà, la facciano soprattutto i padroni di casa che, quasi mai, trovano il pertugio per far male agli ospiti.  Nella prima mezz’ora di gioco c’è un solo reale pericolo per la porta amaranto:  Mosciaro premia il taglio il profondità di Tortolano che si presenta solo davanti a Cetrangolo che però è bravo a chiudere lo specchio e ad approfittare, nella circostanza, della scarsa freddezza dell’ex catanzarese.

Pochi minuti dopo il giovane portiere (classe ’97) si ripete su una punizione calciata dal limite del reggino del Cosenza, Criaco.

Della Reggina, in fase offensiva, neanche l’ombra.  I padroni di casa meriterebbero il vantaggio per quanto costruito e il dato risulta ancor più evidente quando Mosciaro, partito in sospetta posizione di fuorigioco, si presenta solo davanti a Cetrangolo che compie un’altra parata salva risultato.

Un paio di tentativi del Cosenza in avvio di ripresa, ancora con Mosciaro e Tortolano, sembrano prefigurare una ripresa analoga alla prima frazione, ma, come un un fulmine a ciel sereno, l’inconsistenza offensiva della Reggina lascia spazio ad una grande occasione con Alessio Viola che, davanti a Ravaglia, aggira il portiere avversario e vede la sua conclusione salvata sulla linea da Tedeschi.

Si interrompe il monologo rossoblu, timidamente gli ospiti prendono le redini del gioco. E’ solo un’impresione, perchè comunque i cambi, da entrambe le parti, anziché accendere la partita, la spengono.

Una conclusione di Maita  viene respinta con i pugni da Ravaglia e è uno dei rari sussulti di una gara che sembra scivolare via verso il novantesimo con un nulla di fatto.

Nel primo tempo supplementare è ancora Cetrangolo a salvare la Reggina in occasione di un’acrobazia di Cori e anche su un colpo di testa del centravanti.

Il portierino napoletano si conferma grande protagonista deviando, sul finire dell’extra timer, in angolo una punizione di Fornito.

Per lui anche un rigore parato nella lotteria finale a Tortolano, ma gli errori di Rizzo e Di Lorenzo consegnano il passaggio del turno ai silani.