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Reggina, la gente vuol sapere… mentre la squadra deve rialzarsi in fretta

Il momento è di forte sbandamento. L’unico punto conquistato nelle ultime tre partite, i quattro di penalizzazione, le quattro sberle ricevute a Lamezia, hanno gettato sconforto tra i tifosi e diffuso confusione. La paura di veder incanalata l’attuale stagione sulla falsariga di quella precedente è esistente, per questo motivo i tifosi pretendono interventi immediati, prima che tutto diventi irreparabile. Il presidente Foti porta avanti la linea della fermezza nei confronti della squadra, ha accusato i suoi calciatori di scarso impegno e mancanza di orgoglio. La squadra, è vero, ha fornito una pessima prestazione a Lamezia, ma è altrettanto vero che nelle partite precedentemente disputate, si era fatta apprezzare proprio per l’esatto contrario. Di interventi a gamba tesa da parte del massimo dirigente ne abbiamo vissuti tantissimi negli ultimi anni, nelle dichiarazioni post gara, al martedi nel chiuso degli spogliatoi del S. Agata. Con scarsi risultati, se è vero che nelle ultime stagioni il rendimento della Reggina è stato un progressivo decrescere. Non vi è alcun dubbio che la combattività, la cattiveria agonistica, l’attaccamento alla maglia, incidono in maniera forte sul rendimento di ogni squadra, ma non possono essere individuate come componenti uniche per arrivare al successo. La struttura di questo gruppo non è da buttar via, ma presenta lacune evidenti in ogni reparto che, nelle giornate in cui la squadra riesce a proporre ed imporre il proprio gioco, in qualche modo vengono camuffate, altrimenti ne viene fuori una prestazione come quella in terra lametina. Oggi si prova a ripartire, con un morale che è totalmente da recuperare, un tecnico che dovrà necessariamente fare un’analisi approfondita sull’attuale momento e pensare ad eventuali correttivi, una tifoseria che continua a sostenere a prescindere la squadra del cuore, ma vuole capire meglio come stanno le cose. L’idea di navigare a vista spaventa.