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Reggina, caro Presidente, riduttivo pensare che il problema sia la singola prestazione

di Michele Favano – Più volte negli ultimi anni, abbiamo detto e pensato di aver toccato il fondo. La sconfitta con la Vigor Lamezia ci ha posto di fronte ad una realtà ancor peggiore di quella che tutti si immaginava. La squadra relegata al penultimo posto della classifica, con la preoccupazione di un secondo scivolone, questa volta tra i dilettanti e con un gruppo di calciatori incapace di confrontarsi alla pari contro una compagine appena arrivata tra i professionisti. E con il copione di sempre, a presentarsi in sala stampa, dopo l’ennesima umiliazione, è stato il presidente Foti. Ha preso di mira i suoi calciatori, per lo scarso impegno profuso, la mancanza di cattiveria agonistica, la superficialità con la quale si è affrontato l’incontro. Tutto vero, ma troppo riduttivo pensare che il problema sia circoscritto solo alla prestazione di ieri. La Reggina di oggi è figlia di una escalation di errori gestionali e tecnici, che si trascinano da diversi anni. Tre mesi addietro la società ha rischiato di scomparire, oggi il dubbio sulla consistenza della stessa è elevato. Il clima non può essere definito sereno, proprio in virtù di questa instabilità esistente la quale ha condizionato anche la costruzione di una squadra che aveva la necessità di essere più forte tecnicamente, robusta e di maggiore carisma. Le vicissitudini hanno portato, invece, alla quasi totale assenza sulle operazioni di calcio mercato e alla composizione di un gruppoche, per buona parte di questo avvio di stagione, aveva coperto lacune e carenze con la pratica di un gioco accettabile. Con quest’ultimo venuto meno nel derby di Lamezia, si è assistito ad uno spettacolo indecoroso. Adesso l’unico obiettivo sarà quello di trovare soluzioni immediate per rialzare la testa, perchè a prescindere da tutto, questa è una squadra che può comunque arrivare alla salvezza. Su questo non vi è alcun dubbio.