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Reggina, secondo esame per il “doppio regista” non superato

Il meccanismo aveva funzionato ed in maniera impeccabile contro la Juve Stabia, al punto che nel momento in cui era venuto meno, a partita in corso, ci si era chiesti se fosse stato o meno il caso di rinunciare a due registi in campo.

Contro il Matera a mezz’ora dalla fine si è operata la scelta del passaggio dal 4-3-3 al 5-3-2.   Rizzo a scalare in mezzo ai due centrali e Maita, entrato al posto di Masini,  a manovrare il gioco a centrocampo.

La Reggina da quel momento in poi, in realtà. ha smesso di pungere e ha iniziato a soffrire (non eccessivamente a dire il vero) le avanzate della squadra di Auteri, rafforzata dai cambi.

Il giovane centrocampista, come visto negli ultimi minuti, non è sembrato essere entrato in partita con il piglio giusto e un visto rimbrotto di Dall’Oglio nel corso del match è stata la testimonianza migliore.

Tant’è che la sua prova è sembrata solo lontana parente di quella da ottimo regista  offerta a Castellammare.

Lo stesso Rizzo, in difesa, ha tenuto meno bene, visto che pochi minuti prima del gol di Albadoro aveva abbocato in maniera ingenua ad una veronica di Iannini in piena area di rigore (grande Kovacsik nella circostanza).

Forse con una maggiore convinzione di Camilleri nella chiusura oggi si starebbe a parlare di uno zero e zero, ma  senza ombra di dubbio che l’idea di congelare la partita attraverso l’ausilio di due gestori del pallone non si è concretizzata.