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Reggina, Cozza tra tecnica, tattica e… psicologia

di Michele Favano – Sarà la settimana in cui il tecnico dovrà svolgere un lavoro più approfondito su questi tre aspetti

Facile ricordare che nelle gare più importanti che hanno caratterizzato gli ultimi quindici anni della storia amaranto, il nome di Ciccio Cozza è quasi sempre presente, in formazione, nel tabellino dei marcatori. Si è sempre contraddistinto per una personalità forte ed un carattere che gli hanno consentito, da calciatore, di vivere anche i momenti più difficili e delicati, con la giusta serenità. E sono le stesse caratteristiche che oggi da tecnico, dovrà trasmettere ai propri calciatori, in modo particolare in questa settimana, dopo l’ennesima beffa subìta, questa volta a Castellamare, e prima di un altro derby molto sentito. Il cambio tattico ha portato benefici evidenti, la squadra appare più equilibrata e compatta, l’inserimento di Maita in mezzo al campo, riconsegna a questa Reggina quel play che tutti invocavano e che mancava dai tempi di Nicholas Viola. Il ragazzo si è calato nella parte con grande naturalezza, personalità e tecnica. L’assist per Armellino è la ciliegina su una prestazione nel complesso positiva, la certezza di avere un uomo d’ordine in mezzo al campo, è di conforto soprattutto alla squadra. Ma in terra campana, si sono anche riproposti i problemi di sempre. La scarsa incisività del nostro reparto offensivo, lo smarrimento del pacchetto difensivo ad ogni affondo degli avversari. Lavorare ed insistere sull’applicazione ed una maggiore cattiveria sotto porta, invitare per l’ennesima volta la nostra linea difensiva, ad una attenzione costante, soprattutto sulle palle inattive. Il resto sarà duro lavoro psicologico per il tecnico. Non è facile il recupero mentale di un gruppo così giovane che continua a mostrare un calcio ordinato ed interessante, portando a casa il nulla. Perchè il fatto episodico si è trasformato in una pericolosa costante e l’assenza di calciatori capaci di sopportare e superare l’attuale situazione, potrebbe provocare dannosi scivoloni. Si chiede di non caricare di pressioni e responsabilità la squadra in preparazione al prossimo incontro. Giustissimo, è altrettanto vero che non vincere potrebbe innescare meccanismi pericolosi.