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Reggina, meglio il 4-3-3- o il 5-3-2? Fossero arrivati quei tre rinforzi…

Piace la Reggina con il nuovo modulo, non cambia però il risultato delle partite

L’impronta di gioco della Reggina è ben definita. L’idea del tecnico, lo si è capito ormai dall’inizio di questa stagione, è quella di provare ad imporsi, attraverso il possesso palla e gli scambi brevi. Ed in queste prime sei giornate di campionato, i concetti sono stati in qualche modo applicati, gli amaranto vengono spesso apprezzati anche dagli avversari per quanto riescono a produrre in campo, quello a cui non si riesce ad arrivare sono i risultati. Perchè è indubbio che alla squadra manchino almeno cinque punti in questo breve percorso, persi soprattutto per clamorose sviste individuali che, però, adesso, stanno diventando una pericolosa costante. Da apprezzare, invece, oltre alla produzione di gioco, anche la capacità di cambiare modulo così velocemente riuscendo ad ottenere riscontri interessanti. Dal 4-3-3 si è passati al 5-3-2, inventando Rizzo al centro della difesa, Maita in mezzo al campo Di Lorenzo e Karagounis sulle corsie esterne. A Castellamare la squadra ha mostrato calcio interessante, questo nuovo atteggiamento tattico piace, gli undici appaiono più equilibrati e migliore sembra la distribuzione degli uomini sul rettangolo di gioco. Sui limiti il tecnico continua a lavorarci, ma le qualità tecniche, l’esperienza, la cattiveria agonistica non si inventano. Quei “famosi” tre elementi da lui richiesti prima della chiusura del calcio mercato, avrebbero davvero potuto indirizzare la Reggina verso un campionato diverso… Adesso tocca solo fare di necessità virtù.