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Cozza a sostegno della squadra, ma difficoltà e limiti sono evidenti

di Michele Favano – Difficile il mestiere di allenatore. Non solo tecnica e tattica, ma anche capacità nei rapporti interpersonali, gestione del gruppo, cura dei particolari. Se alleni una squadra giovane, le difficoltà aumentano, in maniera ancora più evidente se le qualità complessive non sono eccelse. Cozza ha grande pazienza ed una sorta di forma protettiva verso i suoi calciatori evidenziate a più riprese in questa prima parte di stagione. Prova a smorzare ed a far passare in secondo piano i tanti limiti ed esalta le cose buone che i suoi ragazzi mostrano in partita. Nella disamina fatta dal tecnico subito dopo Reggina-Barletta, diversi i punti di disaccordo. A partire dalla prestazione generale, ottima nella seconda parte per l’allenatore e con diverse opportunità da rete anche nella prima. In realtà il primo tiro nello specchio della porta, neanche particolarmente pericoloso, all’undicesimo del secondo tempo, poi la clamorosa occasione per Insigne con la traversa colpita. La prestazione tutt’altro che ottima, brutta per i primi quarantacinque minuti, generosa nei secondi. Con un centrocampo sempre vicino ai tre uomini d’attacco, a suo avviso, e quindi squadra corta, quando invece all’occhio è balzato in maniera lampante lo stacco tra i reparti e l’imprecisione in fase di appoggio. La sottolineatura condivisibile e vera è quella riguardante la ristrettezza di un organico che gli offre poca possibilità di cambi in fatto di elementi e modulo. A pagarne le conseguenze è soprattutto Masini, costretto ad adeguarsi ad un atteggiamento tattico a lui poco congeniale e che spesso lo porta ad essere quasi un corpo estraneo. Cozza conosce meglio di ogni altro pregi e difetti di questa squadra ma, come detto, ha l’obbligo di sostenerla ed incoraggiarla, sperando in tempi migliori.