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Reggina, l’ex Sesia: “I colori amaranto me li porto dentro. Orgoglioso di essere stato il capitano”

La Reggina di Guerini è tra le più spettacolari che si ricordino. Tutti parlano di Criniti, Pasino e Dionigi (capocannoniere del campionato), ma i più attenti non dimenticano la regia di Marco Sesia, oggi allenatore di un Barletta che domani giocherà contro gli amaranto al Granillo.

“Ricordo la Reggina con piacere. Era un grande gruppo ed è sempre bello risentire quei ragazzi. Dionigi deve ringraziarmi perchè dei ventiquattro gol  che fece almeno dieci erano merito mio (ride ndr).

“Erano altri tempi  – rivela il tecnico ai microfoni di Radio Antenna Febea – ed altri livelli. Oggi si privilegia l’agonismo e la forza fisica, c’è sempre meno qualità tecnica. Quella squadra aveva tanta qualità tecnica, lo stesso Atzori, da centrale difensivo, sapeva giocare il pallone.  La tendenza del calcio è cambiata negli ultimi dieci-quindici anni”.

Il Barletta è reduce da una sconfitta a Castellammare di Stabia, arrivata dopo essere stati in vantaggio numerico e nel punteggio: “Ci siamo fatti male. In superiorità numerica, dopo aver subito il pareggio, non siamo riusciti ad elevare il ritmo e abbiamo pagato lo spessore dei loro giocatori in attacco. Noi meglio in casa? Forse tra le mura amiche abbiamo giocato soprattutto con squadre di seconda fascia, mentre in trasferta abbiamo avuto formazioni come il Lecce e la Juve Stabia”.

Un giudizio sulla sua ex squadra “Ho visto la Reggina contro il Messina e avrebbe meritato di vincere.  Ha subito troppo il secondo tempo di Lecce, quasi con il timore reverenziale di chi affronta una squadra più forte.  E’ comunque una buona squadra. Non avremo troppo tempo per preparare la trasferta, loro avranno il piccolo vantaggio di aver avuto un giorno e mezzo in più di riposo , anche se questo dovremo accettarlo perchè capiterà spesso.

Inevitabile un pensiero sulla sua prima volta da ex al Granillo: “Ho vissuto due anni importanti a Reggio. Sono stato in una società che si è rivelata una famiglia, si è lavorato bene con le persone e i colori amaranto me li porto dentro. Sono felice di ritrovare persone che mi hanno fatto stare bene anche sul lato umano e ritrovarle dopo vent’anni sarà bello. Rimpianti sulla mia carriera? Forse se fossi rimasto a Reggio avrei vinto il campionato l’anno dopo e sarei andato in Serie A, ma in quel momento c’erano altre situazioni che mi hanno portato a certe scelte. Alla fine con i se e con i ma non si va da nessuna parte. So che le gradinate non saranno piene come una volta, ma si vive di cicli e di situazioni. Dopo un ventennio importante adesso è normale che ci siano delle difficoltà, però credo che la gente resti attaccata alla maglia e al nome della Reggina. Sono orgoglioso di essere  stato il capitano, di avere firmato quella storica vittoria a Marassi contro il Genoa. Ricordo volentieri il derby con il Cosenza: mi procurai un rigore, lo segnò Dionigi e sbeffeggiò il povero Scoglio. Domani sarò un avversario, ma faccio fatica a pensarlo”.