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Dionigi: “Reggina sei cambiata male. Che impresa a Lecce…”

“Facemmo una grande impresa andando a vincere in casa di uno squadrone che saerbbe andato a vincere il campionato con Ventura in panchina”.

Davide Dionigi, ai microfoni di Talk Sport su Radio Antena Febea, ricorda l’ultima vittoria della Reggina a Lecce, l’ultima, ormai risalente a diciassette anni fa.

“Quella squadra piaceva perchè, con Guerini, avevamo trovato il quadro giusto. Giocavamo con me centravanti e due trequartisti Criniti e Pasino. Restavamo stretti e facevamo leva sulle triangolazioni rapide. Fui capocannoniere del capionato”.

E sul momento attuale: “La gente, purtorppo, si è un pò abituata alle delusioni. Non bisogna fare drammi per un derby perso alla terza giornata, soprattutto se ciò è accaduto immeritatamente. A Reggio, però, so che l’ambiente vorrebbe far bene da subito Il Lecce forse è uno degli avversari peggiori per ripartire”.

Esaltante l’esperienza di calciatore, molto meno quella di allenatore di Dionigi in riva allo Stretto.

“La Reggina – afferma Dionigi – una volta aveva un altro modo di fare calcio. I tempi sono cambiati. Ho provato a riportare la mentalità di un tempo, ma non sono stato ascoltato. Dopo che me ne sono andato abbiamo anche visto cosa è accaduto. Il mio obiettivo era riportare un certo tipo di calcioe di pensiero. Il tempo mi ha dato ragione su quello che era il livello tecnico della mia squadra. Non mi piace parlare di chi è arrivato dopo, però se oggi vediamo dove giocano i calciatori che avevo a a disposizione posso dire di aver fatto un buon lavoro. Il mio centravanti titolare Comi era un ragazzo che partiva dalla Primavera, Ely era il mio centrale difensivo titolare e veniva dalla Primavera. Sarno era stato scartato da tutti gli allenatori amaranto, con me era diventato il top player della Reggina. Oggi a centrocampo giocano titolari in Lega Pro quelli che con me lo erano in Serie B. Il mio dispiacere è che il mio lavoro non sia stato apprezzato. Si può essere esonerati e anche altre volte mi accadrà, ma non mi è andato giù che qualcuno abbia attribuito tutte le responsabilità a me, dimenticando  le grandi partite che abbiamo fatto e le partite che abbiamo perso soprattutto per ingenuità”.