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Lo Stretto si ferma, stasera c’è Reggina-Messina: un derby unico

di Pasquale De Marte –  Ci sono partite per le quali vale la pena essere tifosi. Ci sono partite di calcio che, in realtà, sono molto di più.

“Quanto vale per lei un derby?” “Tre punti” ebbe modo di rispondere di Zdenek Zeman a precisa domanda, mascherandosi dietro una finta apatia

Non gli credeva nessuno. E il maestro boemo non è un nome a caso nel giorno di Reggina-Messina, lui che la “stracittadina calabro-sicula” l’ha giocata e l’ha persa (1-0, gol di Catanese il 31 dicembre 2008).

Ed è solo una delle tante firme di prestigio che ha trovato posto nei tabellini di una sfida che, pur mancando da anni, resta quella col maggiore fascino, perché unica e irripetibile.

Ci sono due città che si guardano. Si odiano e si amano, ma  difficilmente si piegheranno a dirsi che l’una senza l’altra sarebbe decisamente meno bella.

Hanno dovuto risollevarsi insieme dai terremoti. Sanno, ma fingono di ignorarlo, che l’unica possibilità che hanno per risollevarsi dai propri problemi è fare sistema, ma nel calcio no.

Nel calcio la rivalità c’era, c’è e ci sarà. Stasera, per un paio d’ore, persino la mancanza di corse degli aliscafi e l’isolamento notturno reciproco potrebbero avere un senso.

Ciò che, nel quotidiano, si mischia naturalmente per osmosi, stasera sarà una logica dicotomia

Non sarà il derby più mediatico, ma resta nei quartieri alte della classifica di quelli più belli e sentiti.

Sette-otto anni il Granillo ed il San Filippo sembravano persino piccoli. Quest’anno daranno probabilmente l’impressione di essere enormi e nei più nostalgici tornerà attuale il ricordo dei poco confortevoli e molto caldi “Comunale” e “Celeste”.

Da entrambe le parti i tempi della Serie A sono lontani e i contenuti tecnici della Lega Pro non sono certo quelli che, stasera. muoveranno le masse. A muoverle sono rimasti l’orgoglio e l’identità.

Tra le due città c’è una striscia di mare che marca la differenze. Un naturale confine che nessun altra rivalità sportiva può vantare. Enormi per chi le vive dall’interno, sottili per chi fatica a notarle dall’esterno.

Stasera, dopo una settimana di chiacchiere dovute e ingolfate dalle polemiche per l’ordine pubblico, parlerà il campo.

La Reggina parte favorita, ma suo malgrado ha più volte provato sulla sua pelle come il pronostico venga sovvertito dall’illogicità del derby.