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Reggina-Messina – Sergio Campolo: ‘Tifo Reggina, non dimentico Messina’

di Michele Favano – Reggina e Messina, la lunga storia di un derby vissuto in tutte le categorie, contraddistinto da sempre da una accesa ma corretta rivalità tra le due tifoserie. Anche la storia di calciatori che hanno indossato entrambe le maglie con alterne fortune. Nell’ultimo trentennio si ricordano dal Messina alla Reggina ed a percorso inverso diversi giocatori, da Franco Mondello a Ciccio La Rosa, poi Vicari, Aronica, Amoruso, Morabito, Giosa, Mamede, Macri e Sergio Campolo. Quest’ultimo con una particolarità, quella di essere nato a Reggio Calabria, cresciuto nel settore giovanile della Reggina, giocato con la maglia amaranto e da capitano con quella del Messina. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente a qualche giorno dal derby, per approfondire quelle che sono state le sue esperienze, ma anche per capire meglio come questo match viene vissuto e con quali diversità dalle due tifoserie. Oggi Sergio Campolo è delegato nazionale dell’Aiac, responsabile dei corsi di aggiornamento per allenatori, nel 2013 in fase sperimentale, da quest’anno effettivo.

Il primo derby con la maglia della Reggina, cosa ricordi?
Era l’anno dell’esordio in serie C per tanti di noi provenienti dalla Primavera. Momenti indimenticabili, indossare la maglia della propria città contro l’avversaria storica, è stata una grande soddisfazione. La Reggina aveva iniziato il proprio percorso da poco, noi giovani rappresentavano il futuro anche economico della società. Ricordo di aver giocato la partita di andata terminata 0-0, al ritorno rimasi fuori per infortunio. La vigilia di quell’incontro è stata molto lunga ed intensa. Si parlava di derby già dal lunedi precedente, noi calciatori avvertivamo una certa pressione.
Con la maglia del Messina ne hai giocati diversi e da protagonista.
Verissimo, due di Coppa Italia, due di campionato, più una gara amichevole. A Reggio la gara terminò con il punteggio di 0-0, al ritorno decise Godeas. Non me ne vogliano i tifosi del Messina, ma la sensazione è stata decisamente diversa. Intanto ero un calciatore più maturo con una buona carriera alle spalle e poi ripeto, indossare la maglia della propria città ti regala una emozione unica. Ancor oggi mi sento a tutti gli effetti un figlio del S. Agata, ho fatto parte del settore giovanile della prima Reggina 1986, quella allenata da Gabriele Martino.

Apprezzato dalla tifoseria amaranto e da quella giallorossa…
Alla Reggina non ho potuto dare moltissimo a livello tecnico, erano anni duri per la nuova società, insieme a Di Sole e Tedesco passammo alla Fiorentina, dando una boccata d’ossigeno fondamentale alla casse societarie. A proposito di tifo, conservo ancora la tessera del Commando Ultrà, perchè prima di diventare calciatore, sono stato un accesissimo tifoso e quindi dal punto di visto affettivo sono sempre vicinissmo a quella gente, a quei tifosi. Un affetto costantemente ricambiato, anche quando ho vestito la maglia del Messina.
Oggi mi sento di ringraziare i anche i tifosi giallorossi e la scelta di vestire quella maglia è stata azzeccata. Mi hanno sempre dimostrato grande affetto dal punto di vista umano e apprezzato da quello calcistico. Ho giocato per cinque anni ed indossato la fascia di capitano per quasi quattro stagioni, una scelta condivisa anche dalla piazza. Ringrazio la famiglia Aliotta e ovviamente i Franza che mi hanno fatto sentire veramente un calciatore importante.

Il derby torna a distanza di qualche anno e le due squadre si ritrovano in Lega Pro
Guardando a quello che succede oggi, nonostante le mille difficotà, si sta cercando di ricostruire qualcosa. La Reggina è partita bene, in casa con la Casertana avrebbe potuto ottenere di più, una squadra giovane ed un allenatore giovane, di grande volontà e competente. Esistono in questo girone squadre più forti, ma la Reggina potrà dire la sua.
Il Messina è una società in fase evolutiva con un grande dirigente al comando come Lo Monaco. Ha lanciato una scommessa in una città importante ed ambiziosa al pari di Reggio Calabria. Fondamentale diventa la costruzione di un settore giovanile di livello.

Come finirà?
Io tifo Reggina, sicuramente il Messina è la squadra che guardo con attenzione subito dopo gli amaranto. Il derby sfugge ad ogni poronostico, sappiamo bene che diventa una partita a sè, particolare e difficile. La differenza potrebbe essere rappresentata dall’entusiasmo dei tifosi che potrebbero risultare decisivi. A tale proposito vorrei ricordare alle tifoserie che si tratta pur sempre di una partita di calcio e come tale deve essere vissuta. Con gli sfottò, i cori, l’incitamento, ma sempre nella massima correttezza.