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Reggina – Messina: il derby di Giuseppe Rizzo, il pendolare con la maglia invertita

Messinese, no n ha mai fatto mistero di essere tifoso giallorosso, ma è pronto a dare tutto con la maglia della squadra e della città che lo hanno adottato a 3 km da casa

Giuseppe Rizzo è nato nel 1991.  E’ cresciuto con il mito di Gattuso, ma tra il Celeste e il San Filippo ha potuto ammirare le gesta di giocatori come Arturo Di Napoli e Alessandro Parisi, che nel recente passato hanno fatto grande il suo Messina.

Lui, cresciuto nel quartiere Cep della sponda siciliana dello Stretto, dove il cuore giallorosso pulsa più forte che in altre sperava un giorno di giocarci al San Filippo.

I primi passi nel settore giovanile del Messina, poi nel 2007, accade ciò che non ti aspetti: la tua squadra fallisce.

E chi ti vorrebbe? La Reggina, la storica rivale della squadra per  cui hai sempre tifato.   Accettare non è facile certo, ma giocare a 3km di mare da casa è meglio che stare lontano.

E poi succede che Reggio e i tifosi amaranto, nonostante qualche passaggio sbagliato, comincino ad amarti per l’impegno che dai in campo. Non se lo ricordano neanche più che sei messinese, un pò come nel recente passato era accaduto a Sergio Campolo sulla sponda opposta.

Lui (leggi qui l’intervista) non ha mai fatto mistero di essere un cuore amaranto e i tifosi del Messina lo hanno apprezzato per la sua sincerità e per quanto dava in campo.  Anche contro la Reggina.

Un pò quello che potrà accadere a Giuseppe Rizzo.  Un pendolare come tanti altri.  Migliaia che ogni giorno attraversano le due sponde dello Stretto per raggiungere il posto di lavoro o le università delle due città che sognano, al di là del campanile, di diventare una sola realtà per poter fare la voce grossa di una Città Metropolitana.

Anche Sky gli dedicò un servizio per dare testimonianza di un ventenne, già padre di famiglia, che frequenta abitualmente traghetti e aliscafi.

Dopo l’esperienza a Pescara, con tanto di apparizione in Serie A, è tornato alla base. Lo Stretto, s’intende, non la Reggina.

A Messina gli chiederanno di fare uno sconto alla maglia che ha amato da bambino, a Reggio gli diranno di dare il massimo per la città, il settore giovanile e la squadra che lo ha adottato.

Lui, da professionista, non avrà scelta.  Vedrà solo amaranto.