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Reggina contro Festa di Madonna. A Reggio è successo anche questo. Quanti interrogativi!

di Pasquale De Marte – Pensavamo di averle viste tutte, ma non era così. Mettere contro la Reggina e la Festa della Madonna della Consolazione non era impresa facile, eppure qualcuno è riuscito nell’ardua impresa.

Sono state ore grottesche quelle che hanno accompagnato le ore dall’annuncio della mancanza di margini per giocare il derby al comunicato ufficiale della Lega Pro, che fissa la gara tra gli amaranto ed il Messina per venerdì 12 settembre alle ore 20.30.

In barba alle esigenze degli allenatori Cozza e Grassadonia, che avrebbero preferito sapere con  preavviso di un anticipo così ampio.

IN CITTA’ – Da una parte gli irriducibili amaranto maledicevano il lato più consumistico di una manifestazione che, oltre al lato religioso, cela un innegabile lato profano. Dall’altra gli aficionados di giostre e bancarelle, una comunità nutrita pronta a sminuire l’importanza del fenomeno calcio. Due comunità astratte che in tempi normali si mischierebbero spontaneamente, divise da una scelta quantomeno discutibile. A ruota, immancabili,  i più pragmatici: “A Reggio, invece che ai problemi seri, si pensa solo a queste cose”.

FUORI CITTA’ – “Non riuscire a garantire l’ordine pubblico di una partita per via del mercatino della festa” Il messaggio che è passato a livello nazionale non ha contribuito a sminuire i duri attacchi di provincialismo che la città ha subito negli ultimi tempi.
E meno male che si tratta di Lega Pro, fosse stata Serie A la brutta figura avrebbe avuto ben altra cassa di risonanza.

REGGINA NON RESPONSABILE – E viene automatico chiedersi perché si sia arrivato a questo. Il patron del Messina Lo Monaco ha voluto sottolineare come le responsabilità siano da attribuire o alla Reggina o alla Lega. La società avrebbe avuto il compito di segnalare la manifestazione prima della stesura dei calendari, qualora questo fosse avvenuto sarebbe stato compito dell’organo calcistico fare in modo che nessuna sfida di campionato potesse coincidere con un evento di grande coinvolgimento popolare.
In realtà la Reggina, negli ultimi quindici anni, ben sette volte ha giocato nel corso delle Festività Mariane (leggi qui i dettagli).
Segno evidente che forse, visti i precedenti, non sarebbe stato necessario fare quanto indicato da Lo Monaco.
Non è questa la sede più appropriata per ragionare filosoficamente sul senso che ci possa essere nel fatto che una semplice partita di calcio possa trasformarsi in un pretesto per una guerriglia urbana.
Il sospetto è che se, invece, del Messina, rivale storica, la gara fosse stata contro la Salernitana (tifoseria gemellata con quella amaranto) una questione del genere non sarebbe mai emersa.

PUNTI INTERROGATIVI – Ci sono, invece, domande che sorgono spontanee e chissà se troveranno risposta.
Che senso ha portare le bancarelle di “Festa di Madonna” a cinquanta metri del Granillo sapendo da tempo che nello stesso periodo è previsto il derby dello Stretto? Non poteva essere individuata un’area diversa?
Giocare alle 20.30, in notturna, cozza con alcune determinazioni dell’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno, che per molte gare ad elevato rischio (come Reggina-Messina) ha vietato la disputa in notturna. E’ davvero più sicuro giocare venerdì sera?
Se la risposta fosse “Si”, perché si è aspettato così tanto per chiedere alla Lega Pro l’anticipo? Sarebbe stato sufficiente, all’interno del discutibile “spezzatino” del campionato, fissare la partita già per il 12 settembre e si sarebbe evitato questo spiacevole teatrino.

Se poi ci si aggiunge che, carte alla mano, la criticità è stata rilevata, in origine, a partire dalle ore 18 dello stesso 12 settembre aumentano i quesiti da porsi.