Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina targata Fiorentina? Crisi e regolamenti, quando la partnership diventa necessità

Reggina targata Fiorentina? Crisi e regolamenti, quando la partnership diventa necessità

di Pasquale De Marte – Le squadre “B” delle “grandi” probabilmente non ci saranno mai, ma la Lega Pro, per scelta e soprattutto necessità, rischia di diventare il primo banco di prova per i migliori giovani cresciuti nei vivai delle formazioni di Serie A.

L’accordo tra il Prato e l’Inter sulla base di una collaborazione tecnica quasi osmotica segna una svolta storica e mette nero su bianco ciò che una volta veniva definito il rapporto quasi platonico tra una squadra e la propria società satellite.

Da una parte l’opportunità di mandare i propri ragazzi a fare esperienza e di avere una corsia preferenziale in caso di giovani interessanti da acquistare a parti invertite, dall’altra la ghiotta occasione di poter acquisire, seppur temporaneamente, giocatori dal sicuro avvenire dovendone pagare magari solo in parte lo stipendio e riuscendo, facendoli giocare, ad ottenere cospicui discreti di valorizzazione.

Già, perché in Lega Pro, a livello economico tutto fa sostanza. Anche i contributi che la stessa Lega riserva alle società che puntano sui giovani, un po’ come avviene in Serie B, dove però il peso specifico delle somme ricevute è certamente inferiore.

Ma Prato e Inter non sono le uniche realtà pronte a legarsi, anche grazie al ruolo dell’attuale allenatore toscano ed ex trainer della Primavera neroazzurra, campione d’ Italia e vincitrice del Viareggio nel 2007, Vincenzo Esposito.

Il Mantova, ad esempio, ha scelto Juric, lo storico vice di Gasperini. La partnership col Genoa è una soluzione scontata e già anticipata dal massimo dirigente virgiliano Lodi.

Negli ambienti del calcio, però, assicurano che anche la Reggina è pronta ad abbracciare la Fiorentina. La priorità, come detto nei giorni scorsi, è l’iscrizione, ma oggi che è più vicina si inizia realmente a pensare al futuro.

Reggio Calabria, più che dai giocatori viste le ultime vicissitudini, è una piazza considerata soprattutto dalle altre società. Quella viola potrebbe avere interesse a far fare esperienza ai propri giocatori in una realtà che ha strutture invidiabili e dove la pressione dell’ambiente potrebbe forgiare anche nel carattere i propri talenti.

Trattandosi di una dirigenza, sebbene variata in alcune figure negli anni, in grado di scovare talenti del calibro di Babacar, Seferovic o, per non allontanarsi troppo dallo Stretto, Bernardeschi, lavorarci a stretto contatto potrebbe essere una garanzia anche per una Reggina che proverà a ricostruirsi.

I giovani gigliati sarebbero un punto di partenza attorno a cui costruire il nuovo progetto tecnico. La scelta di Semplici come nuovo tecnico, autore di grandi risultati con Figline e ultimamente con la Primavera viola, rientrerebbe nell’ottica di potersi dare credibilità di fronte alla Fiorentina, che saprebbe di trovare sullo Stretto un proprio referente che conosca bene i ragazzi.

Un rapporto privilegiato di questo genere sarebbe per la società amaranto una grande opportunità, ma anche, per i motivi sopra elencati, una necessità se dovessero essere confermati i regolamenti della Prima Divisione della stagione appena trascorsa.

I risicati introiti derivanti dal campionato sarebbero incrementati da un regolamento che premia economicamente la squadra che durante il campionato, avendo la possibilità di escludere un fuori quota a scelta (Di Michele?) degli undici, schiera formazioni con età complessiva media pari o inferiore a 25,5 anni. Una somma che avrebbe un incremento del 15% se l’età diventa minore o pari a 24,5 anni, del 25% se il riferimento diventano i 23,5 anni. I calcoli diventano complicati basandosi anche sulle sostituzioni visto che, considerando solo i calciatori che vanno in campo per più di trenta minuti, bisognerebbe fare addirittura anche la media tra l’uscente e il subentrate, dovendo considerare un solo valore.

Stando, dunque, al regolamento della passata stagione, che potrebbe essere rivisitato ma non stravolto, sarebbero, per ovvi motivi, esclusi della contribuzioni le squadre, ree di schierare una squadra con età media inferiore a 21 anni.

Ecco, perché, il fuori quota può essere scelto. In caso di mancata indicazione è automaticamente il più anziano, ma una formazione può avere interesse a far entrare nel conteggio dei “dieci” un ultra trentacinquenne per evitare che la media si abbassi troppi.

Servono, dunque, giovani pronti, forti e che non gravino troppo sul bilancio. Quelli del S.Agata non bastano ed ecco che quelli della Fiorentina potrebbero fare al caso della Reggina.