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Reggina, comproprietà e almeno due cessioni per garantirsi l’esistenza. Gli obiettivi sportivi…

di Pasquale De Marte- Non sono momenti tranquilli quelli che si vivono in casa Reggina. Le visioni disinteressate che arrivano dall’esterno autorizzano a un cauto ottimismo, ma chi vive la situazione in prima persona vede ancora non troppo vicino il traguardo dell’iscrizione.
C’è tensione dunque, ma c’è  anche un accordo di massima con l’Agenzia delle Entrate per saldare in soluzione pluriennale le pendenze, si aspetta da un momento all’altro l’ok del Tribunale di Reggio Calabria sull’intesa con i creditori e scampare momentaneamente il pericolo del fallimento amministrativo.
Una volta messi alle spalle questi primi ostacoli sarà necessario reperire la liquidità per saldare le situazioni contrattuali più impellenti. Per intendersi, quelle che non consentirebbero l’iscrizione alla Lega Pro.
La sensazione è, che  avendo un euro da puntare, ci sarebbe da scommettere sul fatto che la Reggina alla fine ce la farà, come ampiamente riportato nei giorni scorsi.
L’ultimo salvagente, quello più importante, dovrà però arrivare dal mercato.
I punti di contatto con l’estate del 1992 sono molteplici, quando le cessioni di Di Sole, Campolo e Tedesco alla Fiorentina assicurarono la salvezza della società. Cinque miliardi di lire complessivi che servirono a scrivere il futuro di una società che, da lì pochi anni, si sarebbe consacrata a grandi livelli.
L’austerity odierna rende maledettamente più complicate le cose. Bochniewicz è già andato all’Udinese, ma presto serviranno operazioni simili.

Le comproprietà di Arrighini, Rizzo e Fischnaller sono i primi appigli. Entro il 20 alle 19 bisognerà conoscere le intenzioni di Pontedera, Pescara e Sud Tirol. Le buste sarebbero una sciagura, ma almeno nei primi due casi la società amaranto potrebbe l’occasione per rimediare un buon gruzzoletto. Da valutare le posizione della società bolzanina, che dopo aver fallito la promozione in cadetteria potrebbe non avere lo stesso interesse a riscattare l’attaccante altoatesino.

Coppolaro e Maicon, invece, sono gli altri giovani che fanno gola ad altri club. Il difensore napoletano, classe 1997, è seguito da Napoli e Roma. Bigon e Sabatini hannobuoni rapporti con i vertici societari amaranto e, vista la situazione, non dovrebbero provare a speculare sulla difficile situazione del club di Via delle Industrie.

E’, invece, notizia delle ultime ore l’interessamento del Livorno per il brasiliano.

Se da questo quadro di mercato la Reggina dovesse uscire in piedi, il futuro, almeno stando agli aspetti burocratici, sarebbe assicurato.

Poi bisognerà pensare agli aspetti tecnici. Bisognerà ricostruire una squadra annientata dalle esigenze economiche e fondarla sui giovani del vivaio di rientro dai prestiti, unica risorsa possibile per una società che sul groppone si ritroverà spalmature e rateizzazioni pluriennali dei debiti pregressi. Ultime rescissioni comprese.

Se qualcuno pensa che si allestirà un organico destinato a partire con i favori del pronostico può già iniziare a cambiare idea.  Sarebbe  il compromesso necessario per assicurarsi la prosecuzione del calcio professionistico a Reggio.