Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Arrivano le rescissioni. La Reggina respira

Arrivano le rescissioni. La Reggina respira

di Pasquale De Marte – La Reggina respira e, a piccoli passi, continua ad avvicinarsi all’iscrizione alla Lega Pro. La cessione di Bochniewicz all’Udinese è in dirittura d’arriva e sono tre le rescissioni contrattuali che rendono meno nuvoloso il futuro all’orizzonte.
Lucioni, Zandrini, Foglio hanno interrotto il proprio rapporto con la società amaranto. Un accordo che nasce da un sacrificio economico da parte dei diretti interessati che rinunceranno a parte dei propri crediti, ma che allo stesso tempo obbligherà il sodalizio dello Stretto a riconoscere loro , nel tempo, una somma concordata.
Ma perché quasi si gioisce per aver perso la proprietà di un cartellino?
Sono lontanissimi i tempi in cui la Legge Bosman, dal 1995, e l’articolo 17 della Fifa, dal 2005, erano un vero e proprio incubo per le società, impaurite dalla possibilità di perdere a condizioni poco vantaggiose i propri pezzi pregiati.
Oggi, per la realtà italiana, un calciatore significa soprattutto spese. Irpef, Irap e Iva ad esempio. Imposte che poco interessano ai procuratori, dato che i loro assistiti firmano al netto. Vere e proprie zavorre sui bilanci, soprattutto se chi ha firmato il contratto non è Cristiano Ronaldo e non è questo, visti i risultati, il caso della Reggina.
E’ anche chiaro che i contratti si firmano in due e spesso questa non è la conseguenza di valutazioni sbagliate.
La società amaranto, dunque, è a caccia di rescissioni, soprattutto negli elementi che non possono in alcun modo costituire un serio valore patrimoniale, al netto delle pendenze economiche relative agli stipendi. E’ il caso ad esempio di Lucioni, che in altri tempi sarebbe stato un buon calciatore per B e da tenere stretto in attesa del miglior offerente.
Tra le “conditio sine qua non” per l’iscrizione al prossimo di campionato di Lega Pro c’è quella di aver regolarizzato la propria posizione nei confronti dei tesserati, pena punti di penalizzazione o addirittura il mancato “via libera” per l’accesso al torneo.
Rescindere un contratto significa liberare un calciatore dallo status di “tesserato”. Per intendersi eventuali pendenze non riguarderebbero in alcun modo le situazioni racchiuse dai regolamenti, almeno quelli sportivi.
Ecco, perché, la Reggina può velatamente sorridere.