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Gagliardi: “Ci ho provato fino a quando è stato possibile. Con il cuore “

Franco Gagliardi, al termine dell’ultima gara del campionato della Reggina, si è presentato in sala stampa soffermandosi su vari argomenti, tra cui l’attualità della gara persa contro la Ternana.

“Ripartiamo dal gesto di Di Michele che è andato a chiedere scusa ai tifosi. Sarei voluto andare io, ma ci sarei dovuto andare già qualche domenica fa. Invece sono stato seduto sulla mia panchina perchè pensavo a salvare il salvabile. Penso di aver combattuto in tutte le maniere, con il cuore, con una certa padronanza del mestiere e probabilmente con qualche lacuna. Ce l’ho messa tutta fino a quando è stato possibile. Il mio futuro? Attualmente ho molto bisogno di stare in casa, per dei problemi familiari, ricaricare le batterie e poi perchè no mettere a disposizione ciò che so fare. O alla Reggina o da qualche altra parte. Se non mi prende l’infarto continuerò a lavorare. Non accetterò più di andare in panchina, starò vicino a presidenti e allenatori per quelle che sono le mie caratteristiche migliore. Abbiamo visto dei giocatori giovani soprattutto nel momento in cui è arrivata la retrocessione matematica. Non avevamo mai detto che ci saremmo salvati sicuramente, dopo quelle cinque partite perfette ci siamo scontrati con la durezza del campionato. La squadra era carente prima, lo è stata dopo. Non abbiamo saputo correggere in corsa un’annata nata male. A gennaio qualcuno è arrivato, ma altri sono partiti e forse mi sarebbe piaciuto gestirli alcuni di loro. Non mi dispiace essere retrocesso, mi dispiace averlo fatto nella mia città di adozione. Se fossi retrocesso a Praia, con tutto il rispetto, mi sarebbe dispiaciuto meno. E’ qualcosa di mio che va via e mi rimarrà sempre come una pecca”.