Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / L’Avellino passeggia sui resti della Reggina (3-0)

L’Avellino passeggia sui resti della Reggina (3-0)

di Pasquale De Marte – Penultima stazione della “Via Crucis amaranto”. La fermata di Avellino, per la già retrocessa Reggina, non è che l’ennesima occasione per ingoiare un altro boccone amaranto. Sono ventiquattro per l’esattezza, un’enormità in quarantuno partite.
I tre punti incamerati dagli irpini, guidati dall’ex Rastelli, servono per coltivare l’illusione di centrare un posto nei play off, obiettivo vicino a svanire, ma non per questo si potrà sminuire l’ottima stagione condotta dalla matricola campana.
L’impresa più difficile non può certo essere quella di battere una Reggina, imbottita di gioventù che nelle ultime gare cerca solo una vetrina per esporre i pezzi pregiati del proprio settore giovanile e mostrare un pizzico di orgoglio per chiudere con dignità una stagione indecorosa.
E il film che vede protagonista la formazione amaranto è lo stesso che si ripete da diverse settimane.
L’approccio alla sfida della formazione di Gagliardi e Zanin è decisamente più agevole rispetto a quello degli avversari, vista la diversa pressione, e almeno nei primi minuti gli ospiti fanno vedere cose discrete.
Il gol dell’uno a zero se lo divora, però, Castaldo che, da pochi metri, non riesce a ribadire in rete un pallone respinto da Pigliacelli su un tentativo di Ciano e colpisce un palo clamoroso.
La reazione amaranto è nella solita conclusione dalla distanza di Dall’Oglio che, da posizione centrale, sfiora il palo della porta difesa da Seculin.
E, di fatto, l’impatto offensivo della Reggina si esaurisce qui, visto che, pur non avendo nulla da perdere, una squadra imbottita di difensori centrali (sugli esterni difensivi nel 4-5-1 ci sono Coppolaro e Di Lorenzo) non può certo pensare di avere grande propulsione nella metà campo avversaria, soprattutto se spesso il centravanti lo fa Sbaffo, che di ruolo non lo è.
Il passare dei minuti fa si che la pressione dell’Avellino diventi tangibile e la collezione di calci d’angolo è il segnale più evidente che l’equilibrio sta per spezzarsi. Al 32’, proprio sugli sviluppi di un corner, è Fabbro a sfruttare la scarsa attenzione riservatagli dalla difesa amaranto per rendersi protagonista di un colpo di testa che vale il vantaggio biancoverde.
Piove sul bagnato quando, nella ripresa, Lucioni è costretto a lasciare il campo per infortunio. L’occasione diventa il momento di gloria per Salandria, capitano della Primavera e all’esordio.
Al 73’ il raddoppio dell’Avellino. Il giovane Coppolaro fatica a tenere fisicamente l’esuberanza di Galabinov, che riceve da D’Angelo in area e vince un contrasto di forza con l’avversario, superando Pigliacelli in uscita. E’ il gol numero quindici per lui in campionato.
Non è l’ultimo della giornata per i campani. C’è gloria anche per l’ex crotonese Camillo Ciano che trova la via della rete su punizione con un mancino a giro che passa in mezzo ad una barriera pessima in quanto ad ermeticità.
Gagliardi e Zanin regalano qualche minuto anche al classe 1996 Ammirati in chiusura di una partita inguardabile sotto molteplici aspetti da parte amaranto.

AVELLINO-REGGINA 3-0, IL TABELLINO
AVELLINO (4-3-1-2): Seculin, Zappacosta, Fabbro (48′ Bittante), Decarli, Pisacane; D’Angelo, Arini, Schiavon; Ciano; Soncin (54′ Galabinov, 76′ Lardiere), Castaldo. adisposizione: Di Masi, Angiulli, Biancolino, Millesi, Peccarisi, Pizza. Allenatore: Rastelli
REGGINA (4-5-1): Pigliacelli; Coppolaro, Lucioni (65′ Salandria), Bochniewicz, Di Lorenzo; Maicon, Pambou, Dall’Oglio, Barillà (81′ Ammirati), Fischnaller; Sbaffo (58′ Maza). a disposizione: Zandrini, Caruso, Frascatore. Allenatori: Gagliardi e Zanin

Arbitro: Abbattista di Molfetta

Marcatori: 32′ Fabbro, 74′ Galabinov, 78’ Ciano
Ammoniti: Lardiere (A), Dall’Oglio, Di Lorenzo (R)a