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Ciccio Cozza è pronto a riprendersi la Reggina

Dici Ciccio Cozza e, in qualunque punto dell’Italia, pensi Reggina. E viceversa. Un legame inscindibile e che neanche qualche scricchiolìo può mettere in discussione.
Oggi, le strade, sembrano destinate a tornare ad unirsi con l’ex capitano sulla panchina amaranto nella stagione dello sciagurato ritorno in Lega Pro, dopo tre anni di lontananza professionale e non fisica, visto che Cozza a Reggio ci vive.
Quindici anni da calciatore (tra giovanili e prima squadra), uno da asistente tecnico di Atzori. 235 partite e 48 gol nelle stagioni più

prestigiose della società amaranto, fatta eccezione per quella della salvezza con la penalizzazione in cui mancò il suo contributo per un rapporto forse non idilliaco con Mazzarri, che non spinse la società a riscattarlo dal Siena per non troppi spiccioli.
Se serve qualcuno che restituisca identità amaranto alla squadra che affronterà la prossima Lega Pro lui può essere l’uomo giusto. La società lo sa e, pur rispettando la legge del giro di colloqui che viene fatto ogni anno, alla fine dovrebbe scegliere Ciccio Cozza.
Uno che ha sempre avuto la personalità giusta per mettere in riga gli altri e che, nel curriculum, ha una promozione in Prima Divisione col Catanzaro e due esoneri leggibili in maniera differente: uno “politico” a risultato raggiunto (salvezza) in giallorosso e l’altro “lampo” a Pisa (diciannove punti in dodici gare).
Non ha mai brillato per “marketing personale” e la maglia l’ha baciata una sola volta, nella derby più importante della storia, quello col Messina del 30 aprile 2006.
Dopo ogni vittoria, nelle sue interviste a caldo, la prima parola è sempre stata per i tifosi e la città.
Già, proprio lui che ha sempre messo la firma nei momenti chiave, negli spareggi, nelle gare più sentite, adesso potrebbe essere chiamato a ripetersi da allenatore in un torneo che ripropone le sfide con le rivali storiche.
Sta seguendo la Reggina da vicino nelle ultime partite. Potrebbe essere intento a capire come utilizzare i tanti giovani con cui gli amaranto si approcceranno al prossimo torneo, dove più che il difficilissimo risultato sportivo conterà stabilizzare la situazione economica in una categoria dove ci sono squadre che investono milioni di euro e faticano anche solo ad avvicinarsi alla promozione in Serie B.
Il passaggio alla difesa a tre, o a cinque, della formazione di Gagliardi e Zanin è il segnale che si sta lavorando per il futuro. E, guarda caso,Ciccio Cozza a Catanzaro ha giocato sempre con la difesa a tre.
Era il 2011 e, nel giorno del primo allenamento della squadra di Atzori che sarebbe arrivata ai play off e con Bonazzoli ancora fuori rosa, i bambini si facevano le foto con Ciccio Cozza, l’assistente tecnico. Ed è un dato che, nell’oblio della Lega Pro, potrebbe valere, sebbene fare la storia da calciatori sia una cosa (tra l’altro fatto già in archivio), farla da allenatore un’altra.