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L’ad del Padova Valentini: “Reggina iscritta al campionato con debiti fantascientifici”

“Questo è un campionato falsato da squadre iscritte che sono in pre-fallimento”.
Andrea Valentini, amministratore del Padova, squadra che con molta probabilità retrocederà in Lega Pro non usa giri di parole per rivelare che qualcosa nel sistema della Serie B non gli piace.
Poi va dritto sull’attualità e sulle questioni che riguardano la Reggina:“E’ sintomatico quanto accaduto a Reggio Calabria. Dopo la matematica retrocessione sono andati in tribunale a dire che hanno una massa di debiti enorme per cercare in qualche modo di ricontrattare. Credo che una squadra di calcio non vada solo in campo, si gioca anche con dei conti correnti. Se avessi mezza prova andrei a denunciare tutto alla Procura Federale e alla Procura della Repubblica. Il presidente della squadra di basket di Siena è stato arrestato perché pagava in nero i suoi giocatori e sono stati messi in discussione le ultime sette stagioni. Forse vedo ombre ovunque, ma forse anche il calcio deve farsi un’analisi al suo interno”.

“Il sistema – prosegue Valentini – deve fare qualcosa. Bellissime le iniziative dal Papa, la B solidale ecc…, ma a me piacerebbe la B trasparente. Una società di calcio andrebbe giudicata anche per come si comporta sotto tutti i punti di vista. Non so se saremo ripescati, dico soltanto che c’è un problema di un sistema, che non si regge più. Lo dicono i dati ufficiali della Lega di B, in un anno sono stati persi sessantadue milioni di euro. Si sono iscritte società che, per regolamento, possono permettersi di pagare solo giocatori e staff tecnico, ma non fornitori e altri impiegati. Ci sono società iscritte con debiti fantascientifici. E’ stato scritto del Siena, del Cesena e della Reggina. Se tutti fossero bravi e corretti come lo siamo noi…”

E annuncia possibili tempeste in estate: “Non mi arrendo, sono dieci anni che mi batto per cambiare le cose. Fino al 30 giugno mi batterò perché ci sia la massima trasparenza. Questo è un calcio malato, o lo curiamo dal di dentro o prima o poi ci penseranno dal di fuori”.