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La Reggina non regala nulla. Il Brescia non passa al Granillo (1-1)

di Pasquale De Marte – Se non altro, a retrocessione già concretizzata, la Reggina non colleziona  l’ennesima sconfitta casalinga di un’annata terribile, che andrà in archivio come una delle peggiori della storia.

Il malcapitato avversario, uno dei pochi non in grado di violare il Granillo, è un Brescia che non incanta, dimostra di avere qualche problema e si prende la contestazione dei propri fedelissimi tifosi.

L’atmosfera al Granillo è quasi spettrale. A fatica si superano le mille unità e se non ci fosse l’incessante sostegno dei sostenitori ospiti non si sentirebbe volare una mosca.

Onorare la maglia è l’ultima richiesta che la tifoseria di una squadra già retrocessa fa ai propri calciatori.

La Reggina che va in campo contro il Brescia, non appare dimessa e non si arrende sin dai primi minuti alle motivazioni degli avversari, determinati a rilanciarsi verso i play off, già difficilmente raggiungibili

La squadra dell’ex Ivo Iaconi non esprime certo un calcio spumeggiante e la Reggina, libera da pensieri che potrebbero portare pressioni, riesce a reggere bene l’urto con la formazione lombarda.

Le scelte di Gagliardi e Zanin, appaiono discretamente aziendaliste, visto l’utilizzo di nove giocatori che sono patrimonio della società, a cui fanno da contorno Sbaffo e il portiere Pigliacelli, entrambi in prestito.

I padroni di casa vanno in campo con il solito 4-5-1 in cui Fischnaller agisce da punta.

Ed è proprio l’alto-atesino a portare avanti, a sorpresa, i calabresi. Dall’Oglio, al 30′ recupera palla e lo lancia in contropiede, in velocità evita il recupero dei difensori bresciani e con un perfetto diagonale di destro supera Cragno.

La ripresa fa emergere tutta l’inefficacia della manovra bresciana che, nonostante l’innesto di Sodinha, non riesce a pungere come dovrebbe e anzi la Reggina avrebbe l’opportunità per il raddoppio, ma, al momento di spingere la palla in rete sulla linea,  Contessa viene anticipato in occasione di un tirocross di un indomito Fischnaller.

Tra gli amaranto c’è spazio per i giovani Caruso e Pambou (entrambi ’95), ma a un quarto d’ora dal novantesimo matura l’episodio che cambia il corso della sfida.

Il bresciano Grossi, lanciato in profondità, viene steso da un intervento fuori tempo di Lucioni. L’arbitro Fabbri opta per il rigore e il rosso al difensore. Dal dischetto, al 32′, si presenta Corvia che non sbaglia.

Un doppio palo salva la Reggina pochi minuti dopo: prima un diagonale dello stesso Corvia si spegne sul legno, lo stesso colpito da Morosini sulla ribattuta.

I biancazzurri ci credono e spingono con convinzione. Il 4-4-1 amaranto non sembra un muro invalicabile. La batteria dei giovani in campo si allarga con l’ingresso di Mauro Coppolaro, difensore classe ’97 nel mirino della Juventus.

Corvia spreca l’ultima occasione e il Brescia, non vincendo al Granillo, dice addio ai sogni di gloria.

REGGINA-BRESCIA 1-1, IL TABELLINO

REGGINA (5-4-1): Pigliacelli; Di Lorenzo, Adejo (82′ Coppolaro), Lucioni, Bochniewicz, Contessa; Maicon, Dall’Oglio, Sbaffo (54′ Pambou), Barillà; Fischnaller (69′ Caruso). a disposizione: Zandrini, Ipsa, Condemi, Frascatore, Dumitru, Maza. Allenatori: Gagliardi e Zanin

BRESCIA (3-5-2): Cragno; Di Cesare (34′ Lancini), Budel, Coly; Zambelli, Finazzi (45′ Sodinha), Olivera (72′ Morosini), Benali, Scaglia; Grossi; Corvia. a disposizione: Arcari, Coletti, Lasik, Mandorlini, Kukoc, Valotti. Allenatore: Iaconi

Marcatori: 30′ Fischnaller, 78′ Corvia (rig.)

Arbitro: Fabbri di Ravenna

Ammonito: Zambelli (B)

Espulso: Lucioni (R) al 74′ per fallo da ultimo uomo.