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Verso Reggina-Crotone: ”Siamo crescita e non così inferiori a loro. Drago poteva essere il nostro allenatore…”

“Alla fine di ogni discorso letto mi sentivo sempre solo, assieme ai miei calciatori. Adesso posso dire con certezza che attraverso la stampa abbiamo

sentito la fiducia dell’ambiente. Come in tempi passati, si è vista la partecipazione generale che mi ha motivato a usare bene la vittoria di domenica e impegnato i calciatori a riproporsi nella stessa maniera di Carpi”.

E’ più tranquillo Franco Gagliardi alla vigilia della partita col Crotone. In settimana l’ambiente sembra essersi compattato dalla parte della sua Reggina, da cui lui stesso si aspetta una crescita evidente.

“L’identità della squadra  – dice l’avvocato – non è ancora definita.  Le sconfitte ci hanno aiutato a rimettere i piedi per terra.  L’attuale classifica bisogna guardarla per capire che siamo sull’orlo del baratro.  Il lavoro ci aiuterà a conoscerci, siamo lontani dal nostro meglio.  Strasser, ad esempio, è un ragazzo d’oro.  Si sta mettendo alle spalle la tensione negativa, lo aspettiamo nel momento in cui riuscirà ad acquisire anche maggior brillantezza. Ho a disposizione dei calciatori che si stanno impegnando molto: alcuni non ho dubbi nel metterli in campo, altri che spero di farli entrare quando sarà giusto.

In settimana c’è stato qualche problema per uno dei pupilli di Gagliardi, che parla anche di altri singoli: “Pambou è un pallino. E’ un fiore all’occhiello, un ’95 che ci siamo permessi di inserire.  Ci sta aiutando, ha saltato un paio di allenamenti.  Abbiamo sempre detto che chi salta degli allenamenti difficilmente va in campo dal primo minuto, ha recuperato e lo valuteremo. Ci sono giocatori come Barillà che scalpitano per tornare tra i titolari dopo la squalifica. Sbaffo lo vedo più uomo, anche grazia alla nascita di Penelope. Oggi sa cosa deve fare”.

All’orizzonte la partita col Crotone: “Il fattore campo in un derby può incidere solo in funzione di una classifica diversa.  In Calabria c’è sempre stata una certa rivalità tra le squadre.  Quasi sempre la Reggina l’ha fatta da padrone, da un po’ di anni il Crotone ha cambiato marcia, ma abbiamo voglia di fare risultato. Li riconosco come una delle migliori squadre della categoria, sarà una battaglia e dovremo far valere le nostre motivazioni. La differenza tra le due squadre è tutta nell’ingranaggio ben oliato.  I loro giovani sono stati più solerti a raggiungere il top e hanno maggiore consapevolezza nei propri mezzi.  La vera forza sono gli anziani del loro gruppo: Galardo in modo particolare e De Giorgio.  Giocano di meno, ma ad ogni inizio campionato partono titolari e finiscono nelle retrovie sapendo stare al loro posto e aiutando il loro bravo allenatore.  Avevamo pensato in società a Drago, su mia segnalazione, come futuro allenatore amaranto, ma Foti è un gran signore e non ha voluto contattare un professonista sotto contratto contro un’altra squadra dopo un ‘pour parler’.   Le grandi preferiscono prestare a loro i migliori giovani, dato che sotto il profilo della valorizzazione dei calciatori sono un modello. Sanno già che abbiamo un grande vivaio. Noi siamo un gruppo in crescita.  La classifica dice il contrario, ma non siamo inferiori a loro”.