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Reggina, il mea culpa di Gagliardi: ”Barillà andava sostituito, l’arbitro era sotto pressione. Anche noi dovevamo essere più coscienti”

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Arriva in sala stampa Franco Gagliardi dopo lo sfogo di ieri che ha fatto il giro del mondo sul web.

E’ abbastanza tranquillo e analizza i fatti con discreti lucidità: “Oggi nella prima parte della partita abbiamo visto una buona Reggina. Gli allenatori sono stato pochi lucidi, forse presi dall’entusiasmo. La partita è stata riaperta da un fallo dubbio, l’arbitro si è fatto condizionare dalle proteste nell’intervallo per la mancata espulsione di Barillà Avremmo dovuto avere la lucidità per sostituirlo, anche se l’avevamo avanzato e il fallo è arrivato in una zona del campo dove raramente maturano espulsioni”.

 

“Quando ho detto che oggi senza vincere avremmo dovuto andarcene a casa l’ho detto perché pensavo che vincendo saremmo arrivati a potercela giocare al 50%. Mi interessava caricare di importanza questa sfida. Sul 3-3 – prosegue Gagliardi – abbiamo perso la testa, presi dalla foga di voler vincere. Se i giocatori non sono coscienti dobbiamo essere noi allenatori ad esserlo, forse anche noi ci siamo fatti prendere dall’euforia. Poteva essere la svolta. Sono giù, ma il campionato non è finito. E’ più difficile adesso, bisogna far rialzare il morale. Ad oggi fa male pensare che se fosse arrivato il 3-0 con Di Michele oggi staremmo qui a parlare di una vittoria”.

E sulla scelta di Frascatore invece che Foglio come terzino sinistro nella ripresa: “Ci dava maggiori garanzie fisiche e una maggiore capacità sui palloni aerei. ”.

 

Sul futuro: “Questa squadra deve attrezzarsi per il miracolo. Non ha senso ritornare a parlare di difficoltà di organico. Per me non ha senso di parlare di organico carente. Certo se andiamo a prendere un ’95 dalla Primavera un motivo c’è, ma non ha mai mettere il coltello di una piaga che tutti conoscono. Io riconosco che ci sia un organico che ad oggi, se fossimo alla sesta giornata, ci permetterebbe di stare in una posizione tranquilla di classifica. Il nostro problema è dover recuperare il ritardo maturato prima. Non mi interessa essere diventato popolare  ieri, ma io volevo parlare alla mia gente e ai miei giornalisti.  Mi interessa trasmettere valori alla squadra.  Oggi c’erano giocatori che piangevano e sbattevano la testa contro il muro, consci di aver perso una partita importante. Non credo che prima fosse così”.