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Reggina, Gagliardi: ”Contro il Lanciano saremo più offensivi. Provo a trasmettere il mio senso di appartenenza ai ragazzi”

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Gagliardi e Zanin, Zanin e Gagliardi. Sarà un ritornello che si ripeterà spesso per indicare la coppia di tecnici che sta lavorando al timone della Reggina.

In conferenza,però, per questioni burocratiche ci andrà sempre l’ex capo degli osservatori, che già nel 1996 era stato chiamato a guidare gli amaranto ad una salvezza clamorosa con quattro vittorie nelle ultime quattro partite.
“Non sono scomparso negli ultimi vent’anni – rivela il tecnico cosentino – sono rimasto dentro la Reggina. Sono stato pagato profumatamente per portare a Reggio Jiranek, Ceravolo, Castiglia, Cosenza, Missiroli. Non sono preoccupato per cosa mi riserva il futuro, ma voglio salvare questa squadra prima di andare in pensione. Sono qui per dare una mano a Zanin, Saffioti e Grilli, professionisti esemplari. Svolgo la funzione di motivatore, sono tesserato per questa squadra, salvo qualche altra parentesi, dal 1995 e ho il dovere di trasmettere la regginità ai ragazzi”
All’orizzonte c’è una sfida con il Lanciano, l’obiettivo restano i tre punti. “Adotteremo un attegiamento meno prudente – rivela Gagliardi – ma non anticipo nulla sulla formazione che sarà diversa come sarà diverso l’avversario.  Il modulo? L’atteggiamento andava rivisto, si dovevano accorciare le distanze e impegnarci alla morte, non credevo che i ragazzi potessero fare tutto da subito.  Pambou? E’ uno dei migliori prospetti del campionato di Serie B, l’ha scovato un vecchietto di 67 anni in un sobborgo di Parigi (ride ndr)”.
E sui predessori: “Non sono soddisfatto per quanto è stato scritto sulle mie parole, perchè io ho anche ringraziato  chi mi ha preceduto per la condizione fisica in cui ho trovato la squadra”.