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Gagliardi sulla panchina della Reggina, diciott’anni dopo. L’avvocato ci crede: ”Ci salveremo!”

Diciotto anni fa Franco Gagliardi riuscì a portarei n porto una barca destinata ad affondare, adesso gli si chiede, in coppia con Diego Zanin di ripetere il miracolo.  Quattro vittorie nelle ultime

quattro partite salvarono la Reggina dall’immediato ritorno in Serie C. L’avvocato crede al nuovo miracolo.
“Tutti ricordano le ultime 4 gare – riassume  Gagliardi a regginacalcio.com – quattro vittorie consecutive che ci permisero di raggiungere la salvezza. Ma io guidai la squadra per nove partite totali e, posso assicurare, l’ultima successione di vittorie fu il risultato, la conseguenza del lavoro svolto in precedenza. Vedo numerose analogie con quella stagione. Oggi come allora nessuno avrebbe scommesso un soldo su di noi. Oggi come allora la situazione era complessa e l’obiettivo era ricompattare un gruppo sfilacciato, sfiduciato. Nelle ultime giornate vennero fuori calciatori che nella prima parte della stagione non si erano espressi per quelle che erano le loro capacità. Dovremo trovare i nuovi Aglietti, Toscano, Giacchetta: remando tutti dalla stessa parte, lottando giorno dopo giorno, ricreando le motivazioni che chi difende la Reggina deve far proprie possiamo farcela”.
Nella Reggina ha fatto tutto: dal capo degli osservatori al tecnico delle giovanili, passando per la panchina della prima squadra.
“Ho viaggiato tanto, come una missione precisa: fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per esser utile ad una causa che sento mia. Ero in campo quando arrivò la notizia della scomparsa di mio padre, in Venezuela quando venne a mancare mia madre. E’ vero, la Reggina mi ha allontanato da casa ma ciò che mi rende fiero è che la mia famiglia abbia percepito il valore incommensurabile che questo Club ha per me. Sono il primo a credere nelle nostre possibilità, nella forza che questa società può ancora esprimere per riuscire nel proprio intento”.
Ecco come Gagliardi pensa di fare: “Dal punto di vista tattico e tecnico sono già state battute numerose vie, da tecnici preparatissimi e di sicura qualità. La necessità, oggi, è mettere in campo uomini pronti a combattere, sicuri di poter compiere un’impresa. Non mi interessa dire se la Reggina giocherà a 3, a 4, a 5: dobbiamo giocare, lottare e sudare in 11, insieme”.
E lui ci crede “La Reggina si salverà facendo quadrato all’interno del S.Agata, con i tifosi, con la stampa, con l’intero ambiente a difesa di un bene di vitale importanza per la città, per l’intera comunità amaranto”.