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Incubo senza fine: Reggina impotente, il Cesena passeggia (3-1)

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di Pasquale De Marte – Con quella di Cesena fanno dodici.  Tante sono le sconfitte ottenute dalla Reggina in diciannove giornate di campionato.

Un dato che si impressiona e che la dice lunga su quella che è stata la consistenza della formazione amaranto in quasi metà stagione.
Ciò che emerge in campo è addirittura peggiore delle preoccupanti noti statistiche e quanto visto al Manuzzi rende sensibilmente plausibili le previsioni di chi ritiene la salvezza un miraggio.
L’onta di una clamorosa retrocessione nell’anno del centenario è dietro l’angolo, mascherare la realtà non serve a nulla, soprattutto se si continuano a offrire prestazioni che fanno acqua sotto ogni punto di vista e con responsabilità evidenti da parte di ogni singola componente, allenatore compreso.
Il primo tempo della sfida tra amaranto e romagnoli ha una storia che può essere raccontata partendo da diversi punti di vista.
La prima versione parla di una Reggina punita dalla cronica sfortuna e finita sotto per un traversone di D’Alessandro dopo diciotto minuti, deviato imparabilmente da Lucioni nella propria porta. Parla anche di una squadra che vede piovere sul bagnato quando dopo neanche mezz’ora di gioco è costretta a due cambi per infortunio,  con Cocco e Dall’Oglio in campo al posto di Sbaffo e Rigoni
L’altra, forse più vicina alla realtà, racconta di una formazione amaranto in caduta libera ed in vistosa difficoltà davanti all’inizio veemente del Cesena, da subito in campo con una marcia in più rispetto agli avversari, soprattutto sul piano della cattiveria agonistica e nell’essere costruita ad immagine e somiglianza del proprio tecnico.
A minare le poche, pochissime, certezze che la Reggina contribuisconono e non poco gli artifici delle formazione iniziale, con Di Michele fuori e la scelta di rinunciare a un centravanti fisico in favore di una coppia offensiva leggerissima composta da Louzada e Fischnaller.
I primi venti minuti sono da dimenticare. Anche tatticamente gli ospiti non riescono a trovare le contromisure adattate a contenere uno straripante D’Alessandro.
Lo schieramento difensivo a cinque non garantisce ripartenze pericolose e per vedere qualche sortita offensiva della squadra di Atzori è necessario attendere i cambi forzati.
L’unico tiro in porta è di Foglio ed arriva su calcio piazzato. La punizione battuta dal limite alla mezz’ora trova la grande risposta di Rossini, che salva la sua porta e genera rimpianti che non possono essere troppi se si considera che le recriminazioni devono essere soprattutto per i bianconeri che più volte creano i presupposti per il raddoppio.
Clamoroso il gol mancato da Succi con un colpo di testa ravvicinato in chiusura della prima frazione.
I disimpegni in fase difensiva sono al limite della censura, la tenuta della retroguardia imbarazzante, la manovra lontana dall’apparire quella di una squadra in cui ogni interprete sa quale ruolo svolgere.
Il Cesena, noto per le difficoltà nel trovare il gol e per essere a secco di vittorie da metà ottobre, approfitta della pochezza avversaria e raddoppia  al 53′ con l’ex Cascione che, dalla distanza, trova l’angolo, godendo di troppa libertà per essere un uomo abile a far valere le proprie capacità balistiche.
Sembra chiusa, ma è il portiere Rossini a rimettere in partita gli amaranto.   L’estremo difensore stoppa il pallone col piede pensando di essere solo, dalle retrovie sbuca Foglio che ruba la sfera e serve Gerardi che, appena entrato, spinge il pallone in rete e riapre la contesa al 60′.
Il Cesena torna a macinare gioco con costanza e l’occasione che porta Cocco a sfiorare il pareggio con un colpo di testa in mischia neutralizzato dallo stesso Rossini è solo un episodio.
I romagnoli si vedono annullare un gol e serve il miglior Zandrini per negare il tris a De Feudis da pochi passi.   La terza marcatura dei padroni di casa arriva comunque al 72′ con Rodriguez che si incunea tra le larghissime maglie della difesa amarnato, dopo un erroneo disimpegno di Foglio, supera Strasser e chiude la sfida.
E’ notte fonda per la Reggina, ma lo era già prima.
CESENA-REGGINA  3-1, IL TABELLINO
CESENA  (3-5-2) Rossini; Volta, Capelli (50′ Consolini), Krajnc;  D’Alessandro, De Feudis, Cascione, Coppola,Renzetti:  Rodriguez, Succi (45′ Defrel). a disposizione: Iglio, Nadarevic, Camporese, Granoche, Garritano Arrigoni T. All. Bisoli
REGGINA (3-5-2) Zandrini, Adejo (59′ Gerardi),  Strasser, Lucioni; Di Lorenzo, Sbaffo (23′ Cocco), Colucci, Rigoni (23′ Dall’Oglio), Foglio; Fischnaller, Louzada. a disposizione: Licastro, De Rose, Ipsa, Gerardi, Di Michele, Cocco, Contessa, Dall’Oglio, Maza. All. Atzori
Marcatori: 18′ D’Alessandro, 54′ Cascione, 60′ Gerardi, 72′ Rodriguez
Arbitro: Ciampi di Roma.
Ammoniti: Volta, Renzetti (C), Colucci, Foglio (R)