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Verso Brescia-Reggina, il ”reggino” di Cesano Boscone Caracciolo sulla strada degli amaranto

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L’eterna sfida tra cacciatori e prede affonda i propri artigli anche nelle carni dello sport. Con l’unica, impercettibile, linea divisoria, che confina

il limite tra l’essere carnefice o l’essere vittima. Basta un niente, e si passa da un lato all’altro. Puoi decidere il destino, o fartelo imporre dagli altri.
Brescia-Reggina ha una corsa alla superiorità, che si consuma in maniera evidente dentro l’aerea di rigore. Da un lato Andrea Caracciolo, dall’altro i difensori amaranto.
L’attaccante milanese, ma di origini reggine, dopo qualche giorno di allenamenti differenziati, si è ristabilito completamente, lanciando silenziosamente la sfida al nemico.

Suo padre, nato a Reggio, è emigrato in Lombardia per svolgere la professione di impiegato comunale dopo un’onesta carriera da centrocampista in diverse formazioni del Nord Italia.
La sua famiglia si è stabilita a Cesano Boscone, a pochi chilometri dal capoluogo meneghino e, in passato, sede di uno storico club amaranto, segno che la comunità reggina nella zona è piuttosto viva.
Suo zio  Fortunato Caracciolo qualche anno fa è stato premiato come il miglior giocatore del Torneo di Viareggio, ma non ha avuto la carriera che tutti si sarebbero aspettati.
Quattrodici volte il destino dell’Airone ha incrociato quello della Reggina.
Dieci volte in Serie A, tre volte in cadetteria, più una apparizione in Coppa Italia.
E l’Airone, di gol, ne ha già segnati. Alla Reggina tre segnature, tutte in massima serie. Due con la maglia delle rondinelle, una con quella del Palermo. E la voglia matta di festeggiare di nuovo, con il gol alla squadra della città del padre che manca addirittura dal febbraio 2006.
A volerglielo impedire ci sarà la difesa amaranto.
Il maggior tasso di pericolo del Brescia, azzoppato come non mai dagli infortuni, arriva proprio dall’attacco. Neutralizzare Caracciolo, per la Reggina, vorrebbe dire togliersi un grosso pensiero.
Per limitarlo, serve una gara di grande attenzione. L’airone, nello stagno, è un animale elegante e silenzioso, capace di punire le proprie prede con movimenti rapidi ed efficaci. Ogni minima distrazione potrebbe essere fatale. Novanta minuti, poi la pace nello stagno tornerà a regnare, silenziosa. Il rumore dell’acqua sarà quasi impercettibile, e per la Reggina ci sarà il risveglio: sarà preda, o vivrà da cacciatrice?