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Reggina-Palermo, questione di… Paraguay!

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C’è una linea sottile che lega Reggina-Palermo ad Asuncion, la capitale del Paraguay. E’ lì che sono nati due dei tre paraguaiani che hanno indossato la maglia amaranto che, in epoche diverse

neanche tanto lontane, hanno fatto la storia della società dello Stretto ed entrambi in qualche modo sono legati alla storia di questa partita.

Degli undici gol segnati in maglia amaranto, Carlos Paredes, centrocampista col vizietto della rete  e idolo del Granillo dal 2002 al 2006 negli anni d’oro della Serie A, quello segnato contro i rosanero resterà a lungo quello più spettacolare tra le tante firme d’autore della sua carriera in Italia.

E’ il febbraio del 2006 e, a tempo quasi scaduto, la rete di Barone (assist di Di Michele, tornato oggi alla Reggina), il momentaneo pareggio di De Rosa per i padroni di casa e, a dieci minuti dal novantesimo, il gol di Caracciolo stanno configurando un successo esterno per i rosanero che schieravano elementi del calibro di Zaccardo, Barzagli, Grosso e Caracciolo.

Ma la storia non sarà questa: lancio di Carobbio da sinistra, torre di Amoruso sul lato destro dell’area  e spettacolare rovesciata del paraguaiano che strozza l’urlo di gioia dei siciliani, pronti a esultare per una vittoria nella sfida divenuta piuttosto sentita, dopo la rottura del gemellaggio tra le due tifoserie. Un gol che definire straordinario sembra quasi riduttivo.

Da Asuncion arriva anche Edgar Barreto, anche lui centrocampista. Specialità della casa: tiro mortifero dalla distanza, più volte fatto valere durante il suo biennio alla Reggina condito da 68 presenze e 5 reti tra il 2007 e il 2009.

Oggi è un punto di forza del Palermo, un lusso assoluto per la categoria.  “Reggio merita la Serie A, non la dimenticherò mai” ebbe a dire il calciatore prima di tornare per la prima volta da avversario al Granillo, con la maglia dell’Atalanta ricevendo il caloroso applauso del pubblico che, a sua volta, non può dimenticare quello strepitoso  destro da trenta metri  che nel 2008, assieme alla rete di Amoruso, valse la sesta salvezza consecuiva della Reggina e mandò in delirio i venticinquemila presenti sugli spalti.

Altri tempi, ma ricordi sempre vivi.