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Simonini a Strill.it: “Alla Reggina urgono correzioni, questa squadra non è mai stata da play-off. E il Padova si risolleverà”

simonini
Nel cuore dei tifosi della Reggina, il nome di Fulvio Simonini riporta alla mente l’ultima vittoria amaranto al Celeste, nel derby contro il Messina.

Direttamente da un lancio del proprio portiere, l’attaccante, sfruttando un rimbalzo ingannevole, si ritrova a tu per tu con Stefano Ciucci: con un tocco velenoso ma quanto mai delicato, il pipelet giallorosso è battuto. È l’apoteosi del tifo amaranto. Oggi l’attaccante vive a Padova. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente, a pochi giorni dalla sfida tra il club biancoscudato e la sua Reggina.
“Sicuramente Reggio e Padova sono le piazze a cui sono maggiormente legato. Ho lasciato bei ricordi, così, come a Bergamo”, rivela l’indimenticato bomber.
Doveroso parlare dei recenti fatti che stanno vedendo protagonista Foti, defilatosi dalle cariche sociali del club dello Stretto: “Le motivazioni di questa scelta non le so. Da amico, mi dispiace che Lillo sia uscito così, ma avrà avuto le sue motivazioni. Magari dopo 22 anni vuole prendersi una pausa. Così sarà più libero da incombenze di rappresentanza del club. È comunque il maggior azionista, quindi le scelte continuerà a prenderle lui, a quanto pare”.

La situazione di Reggina e Padova, comunque, non è delle migliori: “Sono due squadre malaticce, diciamo così. Non se la passano granché bene. Sono partite con velleità un po’ diverse. A Padova la dirigenza ha subito un ribaltone in estate, quindi bisogna dare loro il tempo di inquadrarsi appieno. Se prendono, come sento dire, Tommaso Rocchi, farebbero un bel colpo. Già stanno crescendo, è sotto gli occhi di tutti. Erano partiti male, ma si stanno riprendendo bene. Può ambire in alto: certo, non ai play-off, sarebbe assurdo pensarlo, ma la salvezza possono raggiungerla tranquillamente. La Reggina, a mio modo di vedere, è stata sopravvalutata, e ora qualche mancanza viene fuori. Urgono correzioni, e sicuramente il cambio di allenatore non è stata propriamente la scelta più giusta. Castori è un buon tecnico, ma i giocatori, alla fine, quelli sono: gira e rigira, sempre le stesse risorse umane devi utilizzare. Credo che, in fondo, già in estate i tifosi non si aspettassero di vedere la squadra a ridosso dei play-off”.

La carriera a Reggio di Fulvio Simoni si concluse nel lontano 1991, quando una squadra costruita per figurare tra le pretendenti al salto di categoria, subì invece l’onta di una bruciante retrocessione. Il bomber, comunque, non trova similitudini tra quella Reggina e l’attuale: “Credo si tratti di un qualcosa di non propriamente paragonabile. Le aspettative allora erano di andare in Serie A. Mancare la promozione sarebbe stato quasi un fallimento, figurarsi la retrocessione. Dico questo, e vado un po’ anche contro i miei interessi (ride, ndr). Quest’anno, invece, non credo proprio che la società avesse in mente, a inizio torneo, di andare in Serie A. Non è una squadra da penultimo posto, questo va detto, ma neanche da posizioni di vertice”.
In conclusione, i ricordi del bomber: “E’ scontato dire che il ricordo più bello è quello legato al gol del derby. Di Reggio, più che dei miei gol, mi porto dentro il calore della gente, il loro affetto nei confronti miei e dei compagni. Ho sempre giocato al nord, quella di Reggio fu la mia prima ed unica esperienza al sud. Ho girato tanto, ma gli amici che ho lasciato lì, difficilmente li ho trovati da altre parti, giocando a pallone. Dei miei ex compagni sono in contatto, e spesso ci sentiamo, con Ciccio La Rosa. Con Beppe Bagnato, invece, stiamo cercando di ritrovarci a vicenda. Con gli altri ci siamo un po’ persi, perché comunque il calcio ti porta a girare in città diverse”.