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Verso Reggina-Padova, Mutti-Di Michele undici anni dopo

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Da quel 6 novembre del 2002 sono passati quasi undici anni.  Era un periodo in cui la Lazio iniziava a sentire gli scricchiolii del regno di Sergio Cragnotti,

ma trovò comunque la forza per espugnare il Granillo.

La Reggina di Bortolo Mutti, oggi alla guida del Padova, cadde sotto i colpi di Fiore, Stankovic e Corradi.  Quella gara costò la panchina al tecnico bergamasco che vide la sua esperienza a Reggio terminare dopo una decina di partite in cui la squadra non tenne fede alle ambizioni iniziali dovute ad una campagna acquisti che aveva portato in dote il talento di Nakamura,  Paredes dal Porto, Pierini e i gol di David Di Michele.

In quella parita l’attaccante di Guidonia venne duramente contestato dal pubblico, che lo identificò come uno dei capri espiatori dei fallimenti iniziali.  “Di Michele cambia mestiere” divenne un coro gettonatissimo, ben presto invertito in canti d’amore per l’allora numero diciassette.

L’attuale capitano amaranto soffrì molto, sotto il profilo del rendimento, la scelta di Mutti di schierarlo spesso come centravanti, tant’è che i numeri e le prestazioni ebbero un’impennata con l’avvento di Gigi De Canio e soprattutto Emiliano Bonazzoli, arrivato assieme a Torrisi e Diana per completare un organico che dimostrò di avere qualche lacuna di troppo, scagionando lo stesso Mutti da qualche responsabilità di troppo.

Sabato al Granillo si ritroveranno, undici anni dopo.  E attenzione perché Mutti ha dimostrato di saper far male alla Reggina, basti ricordare il doppio derby dello Stretto vinto alla guida del Messina nella stagione 2004-2005, quando sull’altra sponda c’era  Walter Mazzarri.