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Bonazzoli a Strill.it: ”Avrei tenuto Atzori. Col Pescara sfida delicata, ma questa Reggina può risollevarsi”

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Quale sia stata, sostanzialmente, la differenza viscerale tra la Reggina del primo Atzori e quella di quest’anno, è difficile stabilirlo con esattezza.

La magia di quell’anno ricollegata alla stagione in corso è svanita in un attimo lungo un esonero. Di certo, a mancare, è stata anche un pizzico di incisività sotto porta. La Reggina ha spesso creato diverse situazioni da gol, senza riuscire a concretizzare. In sostanza, tra oggi e il 2010, a mancare sono stati anche i gol di Emiliano Bonazzoli. Il centravanti di Asola, oggi in forza al Marano, formazione vicentina militante nel campionato di Serie D, si è soffermato, ai nostri microfoni, sullo stato di forma degli amaranto. L’ambiente è stato scosso, in settimana, dall’esonero del tecnico, sostituito da Castori: “Purtroppo fa male vedere che mister Atzori non sia riuscito a ripetere le buone cose fatte quell’anno. È un tecnico preparato, e non mi aspettavo si potesse arrivare a questo epilogo. Pensavo che con lui in panchina la Reggina potesse ambire  da subito ai play-off, invece ora si trova a rincorrere. È anche vero che ripetersi è una cosa tra le più difficili. Il primo a pagare, in questi casi, è sempre il mister”. Scelta condivisibile, per l’ex capitano amaranto? “Personalmente non avrei cambiato, ma è il Presidente a decidere. Se vuole sollevare qualcuno dall’incarico, è lui che comanda. L’avrà fatto nel bene della Reggina e sono scelte che bisogna rispettare. Di Atzori posso dire che ha una preparazione calcistica non indifferente, cura molto la tattica ma è anche un ottimo motivatore”. La scelta del sostituto è ricaduta su Castori: “E’ un buon tecnico, potrà dare esperienza e carattere a una squadra con molti giovani”. Debutto difficile, per lui, contro un Pescara che dovrà necessariamente vincere: “Sarà una bella sfida. Le squadre non possono nascondersi, vengono entrambe da un momento difficile. La sfida è delicata. La Reggina dovrà sfruttare il fattore campo, e spero che il pubblico del Granillo stia vicino alla squadra in un momento come questo. Il risultato sfugge ai pronostici, sarà una partita imprevedibile fino all’ultimo. Il Pescara ha gente come Mascara e Cutolo, lì davanti. Il secondo lo conosco molto bene, e sicuramente è pericoloso”.

Giudizio da bomber di razza sui due centravanti amaranto, Cocco e Gerardi: “Sul primo non voglio sbilanciarmi, ha giocato con poca frequenza e preferisco aspettare prima di dare giudizi affrettati. Gerardi ha già fatto qualche gol importante. Entrambi, questo è certo, dovranno entrare nella migliore condizione. Nel complesso, con Di Michele e Fischnaller, oltre che con Maza, la Reggina ha un buon attacco per la categoria”.

Ma, tornando alla magica annata che portò Reggio a un passo dal sogno Serie A, quale fu il segreto di quella squadra? “C’era gente, soprattutto tra noi calciatori, che veniva da stagioni di certo non esaltanti. Anche il mister voleva mettersi in mostra. Trovammo la giusta alchimia tra le diverse componenti, e ne venne fuori una stagione esaltante”. Poi il rapporto con la Reggina si chiuse non nel migliore dei modi. Quando è stata l’ultima volta che il bomber di Asola ha parlato col presidente Foti? “In occasione della sfida tra Cittadella e Reggina andai al Tombolato a salutare il dottor Favasulli. In quell’occasione incontrai Foti  e ci salutammo. I rapporti? C’è cordialità”.

Può, questa Reggina, risollevarsi dopo un avvio così altalenante? “La società ha il merito di aver trovato i giusti innesti ad una squadra già con una propria ossatura. Ai vari Lucioni, Colucci, Di Michele, sono stati aggiunti Ipsa, Strasser, Rigoni, Maza. Gente per me valida. Se tutti danno il massimo, senza farsi affogare dalle proprie paure e dall’ansia, questa squadra può fare i play-off. Ma sarà complicatissimo, perché il campionato è estenuante”.
Battuta conclusiva sulla sue esperienza al Marano, che fin qui non lo ha visto assoluto protagonista: “Posso parlare in terza persona perché fin qui il campo l’ho visto poco. I ragazzi sono tutti bravi, c’è qualcuno che meriterebbe davvero altri palcoscenici. Giocano palla a terra, e in un campionato di corsa e agonismo come la Serie D non è facile. Si può puntare al salto di categoria”.