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Reggina: Atzori attende dal campo di Trapani risposte importanti

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La partita contro la Juve Stabia, ex post, potrebbe aver rappresentato una svolta nel campionato della Reggina: sarà

il campo a dirlo, come sempre, a partire dalla delicata trasferta di Trapani.
Un campo caldo, l’entusiasmo di una neo promossa alle prese con una serie B in qualche modo storica, sono un banco di prova importante per Atzori.
Un Atzori che nella parte finale di Reggina-Juve Stabia ha deciso di gettare il cuore oltre l’ostacolo e che, con la nuova conformazione tattica (tenuto nel dovuto conto lo spessore non eccelso degli avversari), ha visto una via, un barlume di gioco clamorosamente assente sia nella trasferta di Lanciano che nei primi 60 minuti di domenica scorsa.
E allora da dove ripartire? Gli spunti positivi ci sono, tenute in considerazione le assenze (Strasser e Ipsa) e gli evidenti ritardi di condizione di qualcuno che più avanti tornerà a fare la differenza (Colucci e Di Michele su tutti).
Le note positive partono dall’eccellente esordio di Foglio che tranquillizza un po’ tutti sulla copertura dell’organico in quel settore dopo la partenza di Barillà e proseguono ancora sulle corsie esterne, leggasi Maicon (convincente sia in fase difensiva che di spinta, il ragazzo) e Fischnaller (per il quale Atzori ha ritagliato una porzione di campo davvero interessante).
Di contro Atzori è chiamato ad una scelta che lo stato di cose pare suggerirgli a gran voce: passare alla difesa a quattro che gli garantirebbe, poi, di poter fare dalla cintola in su tutte le manovre che ritiene opportune in funzione di un assetto più o meno spregiudicato.
In quest’ottica, infatti, va rivista anche la posizione di Rigoni, un pesce fuor d’acqua nei primi 60 minuti di Reggina-Juve Stabia, perfettamente a suo agio nei successivi 30 quando l’uscita di De Rose (per la quale Atzori ha comunque preso un grave rischio, ma i fatti gli hanno dato ragione) lo ha spinto indietro di 25 metri.
Un’altra scelta Atzori la dovrà fare sul reparto avanzato, ma qua la società tra punte e mezze punte gli ha regalato solo l’imbarazzo della scelta. E anche i due centravanti, Cocco e Gerardi, nei fatti paiono in condizione di fare una figura assai migliore di quella paventata prima dell’inizio del torneo dai più scettici.

Insomma, la Reggina è un cantiere aperto e, come sempre in questi casi, è possibile attendersi improvvisi passi indietro nell’evoluzione del progetto tecnico.

Trapani sarà un banco di prova serio.