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Questa Reggina può osare. Che Atzori e la squadra ne siano consapevoli!

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di Pasquale De Marte – Ambiziosa e ricca di aspettative, ma su basi concrete. Da quanto tempo non si aveva a che fare con una Reggina così? Il

gong  del calciomercato mette in archivio un’estate in cui la società amaranto è tornata a muoversi sul calciomercato come non accadeva da anni.

Lesta nel piazzare i calciatori fuori dal progetto, abile nell’accaparrarsi i prestiti dei giocatori in uscita dalle migliori società italiane e meticolosa nella ricerca dei prospetti più futuribili  della Lega Pro, abbandonando un po’ di presunzione che negli anni passati aveva portato a investire su elementi facenti parte del patrimonio, ma spesso incapaci di elevare il proprio rendimento al livello che la storia centenaria amaranto merita.

Se ne sono accorti un po’ tutti e  non è un caso che della scorsa stagione siano rimasti in pochi.

Ci sono tredici nuovi acquisti che mettono la Reggina nelle condizioni di potersela giocare con chiunque.  Foti e Giacchetta hanno allestito una rosa che si pone come minimo obiettivo quello dell’accesso ai playoff, che da quest’anno potranno comprendere anche l’ottava classificata.

L’ultimo giorno di mercato ha portato in organico un esterno sinistro come Valerio Foglio che può assicurare spinta sulla corsia mancina, là dove Nino Barillà, dopo anni in cui si di disimpegnato  come mezz’ala, sembrava non poter dare ciò che ad esempio Atzori chiedeva Rizzato, pur dimostrando sempre grande intelligenza tattica.   L’approdo alla Sampdoria è motivo di soddisfazione per tutta la città che avrà ben due rappresentanti in massima serie, considerando anche Simone Missiroli.  Due ragazzi cresciuti al S.Agata che, pur avendo la Reggina nel cuore, hanno giustamente scelto di prendere il treno della Serie A.

E’ vero, manca un difensore mancino nel pacchetto difensivo, non considerando il giovanissimo Bochniewicz (classe ’96), ma Ipsa ha dimostrato di potersi adattare in quella zona di campo, così come Lucioni nella scorsa stagione.  E’ arrivato Gentili a rimpinguare un reparto che già si permette il lusso di tenere in panchina il centrale della nuova under 21, Giovanni Di Lorenzo, innesto rimasto un po’ sottotraccia perché si tratta di un ragazzo cresciuto nella Reggina e rientrato dal prestito  al Cuneo.  In porta c’è un numero uno che dovrebbe garantire esperienza e affidabilità come Benassi.

E’ vero, manca un esterno destro che faccia da chioccia a Maicon, considerando l’attuale bocciatura tecnica per Caballero, ma se davvero questo dovesse essere un problema, in determinate circostanze, si potrebbe riportare Adejo nel suo vecchio ruolo, che darebbe meno propulsione, ma sicuramente una copertura invidabile. Difficile dimenticare il suo esordio in Serie A, quando, giovanissimo, Orlandi lo schierò a sinistra per contenere Maicon a S.Siro.

E’ vero, non sembra esserci l’attaccante da quindici-venti gol, ma i meriti di un bravo allenatore sono tali quando si riesce a far rendere un giocatore meglio di quanto non abbia fatto nel recente passato e  ad esempio Cocco, neanche due stagioni fa, con l’Albinoleffe è andato a bersaglio dodici volte in trentuno partite.  E’ nel pieno della maturazione calcistica e, a 27 anni, sa che questa può essere la stagione della svolta per la sua carriera. Il trainer di Collepardo ha in passato dimostrato di saperci fare, come nel caso della rigenerazione fisica e mentale di Bonazzoli.

La sensazione è che se fossero arrivati questi tre tasselli, magari tutti di qualità, la squadra avrebbe potuto aspirare addirittura alla promozione diretta.

Atzori sulla trequarti avrà l’imbarazzo della scelta:  Sbaffo, Di Michele, Maza, Louzada, Fischnaller e Falco. Capacità di inserimento, esperienza, precisione  sui calci piazzati, abilità di dribbling, velocità. Una batteria di seconde punte e trequartisti che rischia di far invidia a gran parte della Serie B, perché anche l’ultimo talento ventunenne arrivato dal Lecce, secondo tanti addetti ai lavori,è destinato a far parlare di se. Difficile pensare che almeno due di loro non debbano andare sempre in campo.

Un assortimento eterogeneo come quello del centrocampo dove Rigoni, Strasseri, Colucci e De Rose possono essere una garanzia, anche per la perfetta complementarietà delle caratteristiche di ciascuno.

Due punti in due partite, contro avversari di caratura inferiore, sono già una partenza ad handicap che dovrà essere recuperata.

Non vanno alimentate pressioni ingiustificate, certo.  Non vanno create illusioni, ma una di queste sarebbe far credere che questa non è una squadra da primi otto posti. Un risultato diverso sarebbe una delusione assoluta.