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Baiocco salva la Reggina al 95′, a Vicenza finisce bene per gli amaranto (0-0)

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di Pasquale De Marte – Non importa come e in che modo.  Mai come oggi, l’evidenza della sostanza mette in secondo piano tutto il resto: l’anno

prossimo, quello del suo centenario, la Reggina lo giocherà in B.

Un traguardo, che di fronte a quelli storici più importanti, appare di secondo piano, ma che a un certo punto dell’anno era diventato un miraggio.

Una prestazione all’altezza di tante altre, in senso negativo, sebbene condizionata dall’altissima posta in palio, produce un pareggio a Vicenza e vale il punto che mancava per mettere un punto esclamativo ad una stagione poco esaltante.

Poteva comunque finire malissimo. L’eroe di giornata è Paolo Baiocco, che al ’95 salva tutto con un miracolo su Gentili, libero in piena area di rigore, e regala la salvezza diretta alla sua squadra, negando la possibilità dei playout agli avversari.

DIFFICOLTA’ – Il privilegio di poter giocare  avendo a disposizione due risultati su tre è un’arma a doppio taglio. Lo scopre sulla propria pelle la Reggina che, per tutto il primo tempo, si mantiene guardinga e resta in balia di un Vicenza che, seppur volenteroso, riesce solo a mettere in mezzo una quantità industriale di cross, che mettono i brividi ai cuori amaranto ma che, in concreto, non portano pericoli alla porta di Baiocco.

I biancorossi, in maniera confusa e disordinata, giocano comunque la partita di chi non può fare altro che vincere. Gli amaranto palesano una certa difficoltà nel ripartire e quindi non riescono mai ad innescare la velocità di Campagnacci e Di Michele, schierati in attacco da Pillon nel 4-3-1-2.

LIETO FINE – Si aspettano notizie dagli altri campi, le prime non sono buone perché il Lanciano trova il gol che spiana agli abruzzesi la strada verso un prevedibile risultato positivo a Novara e l’Ascoli,  sfortunata nel colpire una traversa, si trova in dieci uomini dopo mezz’ora.

E, fino alla fine, i risultati non cambieranno in positivo per gli amaranto. La Reggina deve fare da sola, l’impresa non è semplice ma neanche impossibile, sul campo di una formazione che, sul campo, ha comunque conquistato nove punti in meno, considerando anche quelli della penalizzazione.

Lo si vede soprattutto nella mancanza di incisività che si perpetua anche nella ripresa, il brivido finale non fa che accrescere oltre modo la portata, se non altro emotiva, di quanto conquistato sul terreno di gioco del ‘Menti’. Dopo l’espulsione di Malonga per una parola di troppo detta ad un assistente dell’arbitro, a una manciata di secondi dal triplice fischio dell’arbitro Baracani, un traversone dei padroni di casa filtra tra le maglie della retroguardia ospite e la sfera giunge a Gentili, che non riesce a superare l’estremo difensore calabrese, bravo a chiudere lo specchio con un’uscita quasi disperata.

Niente playout dunque, il campionato è finito.

Adesso è il momento di programmare un’annata che possa essere migliore di quella conclusa.