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Verso Pro Vercelli-Reggina, il doppio ex Artico: ‘Sarà gara combattuta. A Reggio ricordi bellissimi’

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di Pasquale De Marte – Al ‘Silvio Piola’ di Vercelli domani ci sarà un tifoso neutrale, ma non disinteressato come tanti altri.

Fabio Artico oggi è consigliere comunale di Alessandria, osservatore per i grigi piemontesi e imprenditore, ma non ha perso l’animo del bomber che lo ha contraddistinto per tantissimi anni.
A Reggio è rimasto una sola stagione, ma che è stata sufficiente per farlo entrare a pieno titolo nel ‘gotha’ dei calciatori amaranto.
Alla Reggina mi legano grandi ricordi, nel 1999 abbiamo una conquistato una promozione storica in Serie A . Mi sono trovato benissimo con l’ambiente – rivela l’ex attaccante – e il risultato è stato bello anche per come è arrivato, dato che, per certi versi, era quasi inaspettato”.
Quell’annata  non partì benissimo per i colori amaranto e, ai fini del raggiungimento dell’insperato obiettivo, furono decisivi gli innesti che arrivarono a campionato in corso, anche se allora il mercato di riparazione iniziava ben prima di gennaio.
Tra questi c’erano elementi del calibro di Firmani, Tomic, Sussi, Possanzini e dello stesso Artico che con quindici reti in 29 presenze fu il capocannoiere della squadra.
“Eravamo quasi tutti neofiti, al primo anno di Serie B. L’avvio di stagione non era stato esaltante, c’era l’allenatore sulla graticola e in un ambiente caldo ed esigente come Reggio si iniziava ad avvertire la pressione.  Noi che arrivammo dopo – prosegue – portammo probabilmente un pò di entusiasmo e novità”.
Giunto a Reggio in prestito dall’Empoli, a fine stagione non arrivò mai un riscatto che ai più sembrava automatico. “Ci sono rimasto davvero male.  Ci sono voluti anni perchè riuscissi a metabolizzare il rammarico di non aver giocato in Serie A con la Reggina”.
E così lasciò la maglia numero 30, che pochi mesi dopo, per ironia del destino, finì sulle spalle non di uno qualunque, ma di Andrea Pirlo.
Nel 2010 il ritorno al Granillo in Coppa Italia, da avversario e con la maglia dell’Alessandria., per scoprire che nessuno lo aveva dimenticato dopo undici anni.  “Fu molto emozionante tornare in quello stadio. E’ stato bello sentire lo stesso coro dopo tanti anni. Mi è dispiaciuto che gli spalti fossero molto più vuoti rispetto ai miei tempi.  Non era comunque una gara di campionato e gli stadi si stanno svuotando sempre di più ovunque.  Non condivido scelte politiche come quella della tessera del tifooso che ha contribuito ad allontanare ulteriormente la gente e l’ho potuto ravvisare anche al ‘Moccagata’ dove c’è comunque una tifoseria calda, anche se forse la disaffezione del pubblico reggina fa un pò più specie”.
Anche la Pro Vercelli  è però nel cuore di Fabio Artico.  Dopo le giovanili della Juventus e una carriera che sembrava proiettata verso grandi traguardi, un grave infortunio gli mise i bastoni fra le ruote: “Sfiorai l’esordio in Serie A in bianconero collezionando un panchina, non fu facile  trovarsi a dover ricominciare da zero e dalla Serie D .  Alla Pro ho trovato gente che  a diciassette anni mi ha dato fiducia e mi ha aiutato nel momento più delicato”.
114 presenze e 31 reti tra D e C2 in maglia bianca furono il prologo ad una buona carriera tra i professionisti.
Due squadre del suo passato a cui rimane legato e che hanno operato molto in questa fase di calciomercato: “Le due situazioni sono molto diverse. La Reggina, ad esempio,  ha puntato inizialmente molto sui giovani e sta cercando, adesso, di dare alla squadra il giusto tasso di esperienza con giocatori di categoria superiore. Cercano un centravanti? Se fossi ancora in forma o ci fosse qualcuno disposto a correre per me, dopo Colucci e Di MIchele sarei disposto a tornare volentieri anche io (ride ndr), ma come tutti quelli che a Reggio ci sono stati.  Entrambe le società stanno comunque cercando di rafforzarsi e questo testimonia le loro  intenzioni di far meglio rispetto alla prima parte della stagione. Domani – conclude – mi aspetto una gara combattuta da entrambe le parti”.