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Reggina, la ‘maledizione del capitano’ anche per Rizzato?

rizzato
di Pasquale De Marte – Il capitano non abbandona mai la nave, accade però che qualche volta sia la nave ad abbandonare il capitano.

E’ una sorta di maledizione, capita dalle parti dello Stretto e riguarda quanti indossano la fascia e la maglia della Reggina.
Una iattura che si perpetua da quasi vent’anni dove chi acquisisce i gradi è costretto ad abbandonarli anche prima di un anno, per abbracciare il destino di un altro bastimento battente bandiera non amaranto.
E’ il 1995 e Massimo Mariotto è il capitano della Reggina che riconquista la B. In cadetteria non ci sarà lui a guidare la ciurma di Mister Zoratti.
L’anno dopo è il turno di Maurizio Vincioni, la squadra si salva con il colpo di coda delle quattro vittorie finali firmate Franco Gagliardi, ma a fine stagione il difensore romano dopo sette anni in Calabria si trasferisce a Livorno.
Nel 1996-97 la fascia se la dividono il veterano Nicolò Napoli (arivato a novembre) e Pasquale De Vincenzo e, al termine dell’annata in cui esplode un giovanissimo Davide Dionigi, entrambi abdicano: il primo si ritira, l’altro resta ancora per un anno ed è quasi l’unica eccezione in quasi vent’anni, ma nella successiva Reggina di Colomba occupa un ruolo marginale dato che sarà il regista Marco Sesia il nuovo capitano.
Nel ’98 il centrocampista viene ceduto alla Ternana e  Simone Giacchetta riceve la fascia.  L’attuale direttore sportivo guida il gruppo nella prima storica promozione in massima serie  e nel primo viaggio nell’Olimpo del calcio, ma nel 2000 si trasferisce al Genoa.
Nel 2000-2001 il capitano diventa Massimo Taibi che, dopo lo spareggio con il Verona, viene acquistato dall’Atalanta.
Il 2001-2002 è l’anno della rinascita, la fascia passa sul braccio di Davide Dionigi che dopo i festeggiamenti per la promozione passa al Napoli.  Nel 2002-2003 è il turno di Jorge Vargas, la squadra si salva allo spareggio, ma il cileno non rientra più nei piani della società e rescinde il contratto.
Nel 2003-2004 l’onore e l’onere spetta a  Ciccio Cozza che sembra garantire stabilità per il futuro, in quanto a leadership nel gruppo, ma dopo l’ennesima salvezza in Serie A  irrompe Preziosi che con tre milioni di euro porta l’attuale allenatore del Catanzaro a Genoa.
Nel 2004-2005 il capitano diventa Santos Batista Mozart, il brasiliano dal cuore reggino. Il centrocampista gioca un gran campionato e a fine anno arriva una grande offerta dello Spartak Mosca che non può essere rifiutata.
Nel 2005-2006 la fascia è inizialmente di Paredes, ma con il ritorno di Cozza è ancora il fantasista di Cariati ad indossarla con regolarità.  Si brinda dopo il 3-0 inflitto al Messina il 30 aprile 2006, ma il paraguiano, in scadenza di contratto, finisce allo Sporting Lisbona,  il secondo torna al Siena per fine prestito.
E’ Alessandro Lucarelli il condottiero della squadra che regala un sogno alla città, con la salvezza da -11.  Il difensore però  già nell’estate del 2007 lascia lo Stretto, abdicando in favore di Nicola Amoruso che nel 2008, dopo 96 presenze e 40 gol, sceglie di accasarsi al Torino.
Torna ancora Ciccio Cozza che si riprende lo scettro, ma nel 2009, dopo la retrocessione in B, non rinnova il contratto e finisce alla Salernitana.   Per qualche mese il capitano diventa Sergio Volpi, ma il regno di Novellino dura pochi mesi e ben presto il centrocampista finisce ai margini.  Tocca a Maurizio Lanzaro che, però, nel 2010 saluta tutti e, dopo cinque campionati a Reggio, si trasferisce al Saragozza.
Arriva Atzori e la fascia passa ad un reggino come Simone Missiroli che, però, a gennaio viene ceduto al Cagliari.  Gli succede Emiliano Bonazzoli che resta il capitano per un anno e mezzo.
Simone Rizzato lo è soltanto dalla scorsa estate e  presto la maledizione potrebbe colpire anche lui.
Lo Spezia chiama, la Reggina sembra intenzionata a rispondere.